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2 giu 2022

La Pulce è grande, l’Italia troppo piccola

Messi trascina l’Argentina a una facile vittoria col sigillo finale di Dybala, azzurri mai pericolosi: si riparte dai giovani, servirà tempo

2 giu 2022
paolo franci
Sport
La gioia dell’Argentina a fine partita dopo il 3-0 all’Italia, a sinistra il portiere azzurro Gigio Donnarumma abbraccia Di Maria, suo compagno al PSG nella passata stagione
La gioia dell’Argentina a fine partita dopo il 3-0 all’Italia, a sinistra il portiere azzurro Gigio Donnarumma abbraccia Di Maria, suo compagno al PSG nella passata stagione
La gioia dell’Argentina a fine partita dopo il 3-0 all’Italia, a sinistra il portiere azzurro Gigio Donnarumma abbraccia Di Maria, suo compagno al PSG nella passata stagione
La gioia dell’Argentina a fine partita dopo il 3-0 all’Italia, a sinistra il portiere azzurro Gigio Donnarumma abbraccia Di Maria, suo compagno al PSG nella passata stagione
La gioia dell’Argentina a fine partita dopo il 3-0 all’Italia, a sinistra il portiere azzurro Gigio Donnarumma abbraccia Di Maria, suo compagno al PSG nella passata stagione
La gioia dell’Argentina a fine partita dopo il 3-0 all’Italia, a sinistra il portiere azzurro Gigio Donnarumma abbraccia Di Maria, suo compagno al PSG nella passata stagione

di Paolo Franci

Fosse stato un incontro di pugilato, a un certo punto sarebbe volata la spugna. Perchè non c’è stato match. Anzi, nella ripresa l’Italia che non c’è più è stata umiliata e scherzata dagli argentini, in mezzo agli spietati "Olé" del pubblico e un ’torello’ durissimo da digerire e pieno di occasioni. Troppo talento nell’Albiceleste per una squadra stanca e consumata tra un trionfo europeo e un tonfo Mondiale. Ma la lezione non si può archiviare solo sul piano delle motivazioni verso il Qatar. Loro hanno un livello tecnico che noi possiamo solo invidiare. E il risultato, alla fine, è anche stretto.

Sarà pure una FInalissima ma si fa fatica a considerarla tale. Perchè quasi un anno fa da queste parti, su questo stesso prato, i nostri Invincibili scolpivano la leggenda più bella, meritata, incredibile. Sembrava la trionfale conferma di quel che sarebbe potuto accadere al Mondiale. Poi, due errori dal dischetto contro la Svizzera, un’apnea emotiva e di prestazioni inattesa e addio sogni di Qatar. Maledetto Mondiale. A proposito: vagamente autoironica la nuova maglia azzurra che ricorda i quattro Mondiali vinti nell’anno del secondo Mondiale di fila a suon di telecomando. Mah.

Wembley è sold out e il prurito della partita si fa forte quando le due squadre entrano in campo. Italia-Argentina è sempre fuoco puro. C’è un trofeo in palio, c’è la voglia di regalarsi una notte dolce, ci sono un sacco di amici in campo, rivali per una notte. Come Gigio e Leo Messi. O Lautaro e Barella. Vero, l’Italia della riconoscenza - giocano tutti quelli che c’erano a Euro2020 - parte meglio, ma la differenza di livello e talento tra le due squadre c’è e si annusa. Tanta, troppa qualità per l’Albiceleste là davanti rispetto alla modestia della nostra linea offensiva. Loro Messi, Di Maria, Lautaro, Lo Celso. Noi, con tutto il rispetto, il giovin Raspadori, Belotti, Bernardeschi. E infatti, anche se Romero fa un miracolo su Berna-Gallo, si capisce che l’Argentina deve solo decidere quando accelerare. E lo fa poco prima della mezz’ora quando Leo apre le ali e si mangia l’implume - nell’occasione - Di Lorenzo e la porge (50esimo assist in Nazionale) a Lautaro-gol. Il bis, invece è di Di Maria. Sbavatura di Bonucci, Lautaro parte dritto verso la porta e imbecca il ’parigino’, oggetto dei desideri juventini. Lì c’è il povero Chiello che apre le braccia a proteggere un’uscita di Gigio che non arriverà mai. Errore che incornicia ancora una volta la pessima stagione dell’ex Milan. Nella ripresa, i cambi invece ci rianimare l’Italia, la mandano in tilt. Loro ci scherzano e umiliano, ma questi siamo. La sentenza è dura, ma le dimensioni contano e i nostri, rispetto alla Seleccion, sembrano piccoli, piccoli.

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