Questo signore, Alberto Sabattini, ha vinto due Mondiali di calcio. Lo ha fatto con un ‘cannone’ in mano. Avete presente no? Per noi profani il cannone è quella macchina fotografica bellissima con un obiettivo enorme che sbuca dietro alle porte dei campi di calcio. E non solo. I più bravi lo usano come un pennello e creano immagini che sanno rivaleggiare con le opere degli artisti della tela. Sì, perchè alcuni scatti di questi maestri della fotografia riescono a sconfiggere il tempo. Lo piegano debellandone gli effetti. E quegli scatti diventano immortali. Ecco,...

Questo signore, Alberto Sabattini, ha vinto due Mondiali di calcio. Lo ha fatto con un ‘cannone’ in mano. Avete presente no? Per noi profani il cannone è quella macchina fotografica bellissima con un obiettivo enorme che sbuca dietro alle porte dei campi di calcio. E non solo. I più bravi lo usano come un pennello e creano immagini che sanno rivaleggiare con le opere degli artisti della tela. Sì, perchè alcuni scatti di questi maestri della fotografia riescono a sconfiggere il tempo. Lo piegano debellandone gli effetti. E quegli scatti diventano immortali. Ecco, sfogliando "Azzurro, cercando l’Europa, una vita a fotografare gli eroi della Nazionale", presentato da Italo Cucci e Nicola Calzaretta, l’ultimo lavoro di Alberto Sabattini _ l’uomo di Soliera (Modena) che ha vinto due Mondiali con una macchina fotografica in mano, immortalandone nove e per 15 anni ‘titolare azzurro’ in qualità di fotografo ufficiale della Nazionale _ si coglie quel senso di magia che i grandi fotografi portano sempre con sé, nella loro borsa piena di alambicchi in forma di obiettivi, lenti e tutte quelle fantastiche diavolerie che aiutano i druidi dell’immagine a cogliere l’attimo che resterà per sempre.

Se poi al fianco di un bomber della fotografia piazzi un ‘Diez, un numero dieci del giornalismo sportivo come il nostro Italo Cucci, beh. E visto che nel calcio moderno si gioca con le tre punte ecco un altro cantore del pallone, Nicola Calzaretta ad affiancare i Nostri. Dunque, lo schema tattico è bell’e fatto: il capitolo dal titolo semplice ma perfetto: ‘La mia Italia’ con lo straordinario viaggio nella memoria e nella lunga militanza nel pallone azzurro del Maestro Cucci (anche lui pluricampione del mondo eh!) e la sua ‘preghiera al Mancio di ‘dargli’ il prossimo Europeo; Eppoi l’emozione degli 89 Capitani Azzurri (e già, con la maiuscola) disseminati nella storia dell’Italia e tratteggiati con i colori della passione da Nicola Calzaretta. E infine lui, soprattutto lui, il nostro Alberto Sabattini. I suoi scatti sono un viaggio avanti e indietro nel tempo Azzurro. E ve lo dico subito: farete fatica a trattenere il groppo in gola rivivendo momenti straordinari e uomini straordinari come Scirea, Bearzot, o il Paolo Rossi che fa gol al Brasile con la Torcida sullo sfondo. Riscoprirete cavalieri azzurri dimenticati o eroi per un giorno. Eppoi il Trap, Lippi, Totti, Rivera, Mancini, Baggio, Maldini, Cabrini, Buffon, Bergomi, Del Piero, Riva, Bettega, Mazzola, Bobone Vieri e... ok, mi fermo perche qui ce n’è da riempire due pagine. E troverete anche ‘nemici’ implacabili: da Ibra che segna di tacco volante a Gigi allo Zidane testa matta (su Materazzi) a Berlino, fino a Ronaldo & Ronaldinho. Domanda: si possono racchiudere 40 anni tinti di Azzurro in 200 pagine? Chiedete ad Alberto Sabattini, l’uomo che ha vinto due Mondiali di calcio con un cannone in mano.

Paolo Franci