Doriano Rabotti

Valentina Vezzali è abituata alle sfide più improbe: quella in cui si è imbarcata ieri ci somiglia molto, a una missione impossibile.

Eppure, visto il modo efficacissimo in cui il sottosegretario allo sport si è mosso in questi mesi, portando misure concrete (come l’obbligo di avere un insegnante di educazione motoria alle elementari) e non solo partecipando a premiazioni e tagli di nastri, vien da pensare che non sarebbe neanche partita, se non fosse convinta di farcela anche stavolta.

Ieri a Roma si è tenuto il tavolo tecnico che doveva discutere la proposta di sospendere temporaneamente un effetto ‘collaterale’ del decreto Dignità, che vieta la sponsorizzazione diretta alle società da parte di chi gestisce le scommesse sportive. C’erano presidenti e direttori generali di federazioni e leghe di calcio, basket e pallavolo, ma anche il rappresentante dei vescovi e della Caritas Luciano Gualzetti e don Armando Zappolini, portavoce nazionale della campagna “Mettiamoci in gioco” che riunisce le associazioni che lottano contro ludopatia e gioco d`azzardo.

Senza scomodare il Diavolo e l’acqua santa, l’obiettivo del tavolo è quello di permettere ai soldi dei bookmakers di rimpolpare con sponsorizzazioni indirette le casse sfinite delle società sportive, senza perdere la battaglia della sensibilizzazione contro la ludopatia e la dipendenza dal gioco d’azzardo (che non sono calate, neanche col divieto di sponsorizzazione).

Buona fortuna.