Alex Sandro festeggiato da Cuadrado (suo l’assist) dopo il primo gol dei bianconeri
Alex Sandro festeggiato da Cuadrado (suo l’assist) dopo il primo gol dei bianconeri
di Paolo Grilli La Juve versione ’All Blacks’ va finalmente in meta. Una vittoria senza lustrini, quella di Malmoe, ma abbondante nel punteggio e nella sostanza: il lasciapassare tanto atteso per sorrisi e speranze dopo un avvio di stagione disorientante per i bianconeri. Difficile dire se questa possa essere la svolta, ma Allegri può contare ora su una consapevolezza maggiore da parte di tutti. La strigliata di Max è servita, gli errori in una sola serata si sono quasi azzerati e l’efficacia, di...

di Paolo Grilli

La Juve versione ’All Blacks’ va finalmente in meta. Una vittoria senza lustrini, quella di Malmoe, ma abbondante nel punteggio e nella sostanza: il lasciapassare tanto atteso per sorrisi e speranze dopo un avvio di stagione disorientante per i bianconeri.

Difficile dire se questa possa essere la svolta, ma Allegri può contare ora su una consapevolezza maggiore da parte di tutti. La strigliata di Max è servita, gli errori in una sola serata si sono quasi azzerati e l’efficacia, di contro, è schizzata in alto dopo gli sperperi delle prime tre giornate di campionato.

Nel Paese dell’Ikea, la Signora monta il match vincente seguendo istruzioni precise e ben sapendo dove trovare i pezzi giusti. Il tocco sudamericano ha avuto il suo bel peso. Basta guardare il primo gol, firmato da Alex Sandro con la preziosa collaborazione di Bentancur e Cuadrado. E c’è ora da chiedersi come sarebbe andata sabato a Napoli se Allegri avesse rischiato almeno in parte i nazionali tornati da poche ore dagli impegni oltreoceano.

Dubbi che lasciano il tempo che trovano. Ora la certezza è che questa Juve è più padrona del proprio destino sorpattutto emotivamente. Quanto al gioco, la difesa a 4 sembra irrinunciabile per la Signora, come del resto il 4-4-2 confermato anche a costo di sacrificare Rabiot sull’out di sinistra. La prima vittoria stagionale della Juve è arrivata senza Chiesa e Rabiot, e con Kulusevski e Kean fuori dall’undici titolare. Anche per questo il debutto europeo è da accogliere come un balsamo, pur riconoscendo il livello non eccelso della squadra di Tomasson: vigorosa sì, ma poi piuttosto spuntata.

Rispetto alle prime tre sgangherate uscite stagionali, i bianconeri hanno messo in mostra anche una evidente volontà di tenere sempre il pallino del gioco. Il dato del possesso palla (61%), in sé poco allegriano, rende evidente la maggiore verve messa in campo in Svezia.

Il collante sta davanti, ed è Morata, più che Dybala. Con il solito spirito di sacrificio, Alvaro ha sfiancato la retroguardia ingessata degli scandinavi, ed è stato poi relativamente facile affondare il colpo. Altra nota positiva, il ’clean sheet’: è finita la lunga serie di gare in cui la Signora ha preso gol, complici anche le topiche di Szczesny.

Ora in campionato c’è il Milan. Se la differenza tra le due era parsa enorme a vantaggio dei rossoneri prima della gara di Malmoe, ora il margine potrebbe essersi assottigliato. E Allegri sa benissimo che uno sgambetto al Diavolo, dopo tutte le inattese paturnie, sarebbe un’altra grande benedizione.