di Leo Turrini Un nipote al posto del miracolato. Sarà il brasiliano Pietro Fittipaldi a rimpiazzare sulla Haas il francese Romain Grosjean, uscito praticamente illeso dallo spaventoso incidente di Sakhir. L’annuncio è stato dato ieri dal team statunitense. Grosjean sarà dimesso oggi dall’ospedale di Manama. Le ustioni alle mani gli impediranno di partecipare al Gran Premio bis del Bahrain, in programma nel week end...

di Leo Turrini

Un nipote al posto del miracolato. Sarà il brasiliano Pietro Fittipaldi a rimpiazzare sulla Haas il francese Romain Grosjean, uscito praticamente illeso dallo spaventoso incidente di Sakhir.

L’annuncio è stato dato ieri dal team statunitense. Grosjean sarà dimesso oggi dall’ospedale di Manama. Le ustioni alle mani gli impediranno di partecipare al Gran Premio bis del Bahrain, in programma nel week end su una versione diversa del tracciato nel deserto. Ma il pilota transalpino ha fatto sapere di volere correre l’ultima gara della stagione, domenica 13 dicembre ad Abu Dhabi.

IL NONNO. Prima di tornare a parlare del botto della domenica, un cenno sul nonno di Pietro Fittipaldi. È proprio lui, il leggendario Emerson, campione del mondo di Formula Uno nel 1972 e nel 1974, grande rivale dell’ultimo Stewart e del primo Lauda. Fu proprio nonno Fittipaldi ad inaugurare la generazione dei top driver brasiliani, aprendo la strada poi gloriosamente percorsa da Nelson Piquet e da Ayrton Senna. Il nipote non ha lo stesso talento ma la Haas lo aveva messo sotto contratto come pilota di riserva. Nel week end, il giovanotto esordirà sulla monoposto sarà guidata, a proposito di cognomi illustri!, da Mick Schumacher.

L’INCHIESTA. Intanto la federazione internazionale ha avviato una indagine sulle cause dello schianto che ha fatto temere per la vita di Grosjean.

Ross Brawn, l’ex direttore tecnico della Ferrari, oggi coordinatore della attività sportiva di Liberty Media, la multinazionale che governa il business della Formula Uno, ha dichiarato che ci sono cose da analizzare e da chiarire.

L’inchiesta verte su alcuni punti specifici. Anzitutto, la collocazione del guard rail in quel punto, potenzialmente pericoloso. Poi il fatto che la barriera metallica abbia ceduto in maniera tanto plateale. E ancora la dinamica dell’incendio: la Formula Uno non è più abituata ai roghi e la complessità delle power unit installate sulle vetture non aveva, fin qui, mai generato situazioni tanto drammatiche.

Gli esiti della indagine saranno poi consegnati al presidente della Fia, il francese Jean Todt.