24 mar 2022

La Ducati aspetta ancora il vero Bagnaia A fare punti ci pensano le ’Rosse’ private

Bastianini guida la classifica,. Zarko tra gli inseguitori: manca. l’acuto della squadra ufficiale

riccardo galli
Sport

di Riccardo Galli

Argentina e Texas sono tappe (quasi) obbligate. Ok, il Mondiale è ancora lungo, diciamo pure lunghissimo, ma Bagnaia e la sua Desmo sono chiamati a battere il primo colpo. Quartararo, ad esempio, l’ha già fatto. E lo ha fatto con una Yamaha tutt’altro che entusiasmante. Dunque, ora tocca alla Ducati e soprattutto a Pecco calarsi nei panni (pesanti ma realistici) di chi in questo 2022 ha la possibilità e l’obbligo di lottare per il titolo.

C’è così bisogno di capire, di mettere a fuoco quello che in casa Ducati sembra funzionare così e così. Certo, i punti, in qualche modo arrivano. Li portano Miller, li mette nel salvadanaio Zarco, li conserva gelosamente Bastianini che in qualche modo si tiene stretta la testa del Mondiale e, perché no, si sente in grado di recitare un ruolo di protagonista con orgoglio e motivazioni.

Quello che però stride rispetto alle previsioni e alle ambizioni della vigilia del via al 2022, è l’altalena di sensazioni e poi di risultati su cui sembra salito Bagnaia (nella foto). Luì, l’uomo di punta della Ducati, il domatore della Desmo su cui si punta forte per arrivare al titolo, non sembra aver preso la direzione giusta.

Giustificazioni e attenuanti (vedi la follia della gara di Mandalika sotto tuoni, fulmini e mini alluvione) non mancano, è vero, ma Bagnaia sembra obiettivamente lontano da un sorriso sincero. Magari è solo una sensazione, o forse qualche difficoltà c’è davvero, fatto sta che il Pecco dei primi due Gp e con lui il rendimento in chiaroscuro della Ducati, assomigliano troppo a film visti nel recente passato quando le Rosse avevano in Dovizioso l’uomo di punta, sognavano e facevano sognare, ma poi….

Ok, torniamo al concetto di ‘sensazione’ e basta. A una visione comunque ancora votata all’ottimismo, ma già le prossime due tappe del Mondiale, appunto quellefra l’Argentina e il Texas ci diranno che funziona bene in Ducati oppure accenderanno i riflettori su problemi che si pensava di aver superato e risolto e invece sono riapparsi come vecchi fantasmi.

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