Paolo Franci

ultimo delitto è andato in scena ad Anfield Road e l’assassino è un monumento Reds, Alisson Becker. L’uomo dei miracoli sul quale Klopp ha costruito un pezzo di trionfo Champions, portiere ex Roma strabiliante per riflessi e due piedi da mezz’ala è incappato nel lato oscuro della famosa (famigerata?) "costruzione dal basso". Prima ha infilato due passaggi di piede orrorifici nella stessa azione ed è stato punito da Gundogan; poi ha sbagliato di nuovo regalando la porta a Sterling. Così, il City ha segnato secondo e terzo gol del trionfo (1-4) in casa del Liverpool. Ingrati, i tifosi Reds hanno esagerato sui social: "Ridateci Karius". Non vi basta? Ok. Siamo a Marassi. Il Napoli costruisce dal basso. Maksimovic la passa a Demme ma il tocco è tragico: come "cervo che esce di foresta" avrebbe detto lo zio Vuja Boskov, sbuca Pandev che fa gol. E allora: questa maniacale ricerca del palleggio dal basso serve davvero? O fa più danni della grandine sul raccolto? O, peggio, è una di quelle cose che fanno figo e alla fine tutti questi vantaggi, mah? I profeti del ‘basso’ sfoderano studi secondo i quali a qualche gol preso per errore di palleggio corrispondono enormi vantaggi. Sarà, ma vai a dirlo ai tifosi di Liverpool e Napoli. Nel calcio moderno il portiere dovrebbe avere piedi alla Neymar, mentre i difensori o la toccano come Pirlo o vadano a farsi benedire (i piedi).

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