Ivan Perisic, 32 anni, ha firmato l’1-1 sull’assist di Hakimi
Ivan Perisic, 32 anni, ha firmato l’1-1 sull’assist di Hakimi
di Mattia Todisco Anche nella giornata in cui manca il successo, con il secondo pareggio consecutivo, l’Inter consolida il primato in serie A grazie al pareggio in casa dello Spezia e alla contemporanea sconfitta del Milan contro il Sassuolo. Anche in caso di successo odierno dell’Atalanta con la Roma manterrebbe nove punti sulla seconda. Contro i bianconeri, al gol di Farias con errore di Handanovic risponde Perisic su perfetto invito di Hakimi, in una gara che nel secondo tempo i nerazzurri avrebbero meritato di portare a casa. Ma non è certo questo il momento per giudicare la qualità di una squadra già capace di fare il vuoto e ora a un passo, o a poco più, da una impresa enorme. Due pali fermano la squadra...

di Mattia Todisco

Anche nella giornata in cui manca il successo, con il secondo pareggio consecutivo, l’Inter consolida il primato in serie A grazie al pareggio in casa dello Spezia e alla contemporanea sconfitta del Milan contro il Sassuolo. Anche in caso di successo odierno dell’Atalanta con la Roma manterrebbe nove punti sulla seconda. Contro i bianconeri, al gol di Farias con errore di Handanovic risponde Perisic su perfetto invito di Hakimi, in una gara che nel secondo tempo i nerazzurri avrebbero meritato di portare a casa. Ma non è certo questo il momento per giudicare la qualità di una squadra già capace di fare il vuoto e ora a un passo, o a poco più, da una impresa enorme.

Due pali fermano la squadra di Conte, ora proiettata verso il prossimo appuntamento domenica al Meazza contro il Verona. Già vittorioso contro l’altra squadra di Milano nelle mura amiche, lo Spezia sogna il colpaccio fin da subito. Sfrutta un errore del portiere avversario e passa. Un tiro parabile, lo sloveno si fa passare il pallone sotto il corpo dopo aver tentato un maldestro intervento. Per la seconda volta consecutiva, era già accaduto pochi giorni fa a Napoli, la capolista si trova a dover reagire a uno svantaggio giunto più per un errore del singolo che non di reparto (allora era stato De Vrij a franare sul proprio capitano Handanvic generando un’autorete).

L’altro comune denominatore con la partita del Maradona di domenica è l’avvio non scintillante degli uomini di Conte. In attesa davanti alla propria porta, con qualche difficoltà di troppo a far girare il pallone a buona velocità, la formazione ospite deve cambiare marcia e prova a farlo. Il risultato ribalta completamente l’atteggiamento in campo delle contendenti. Lo Spezia si rintana, l’Inter fa la gara.

Spronata dalle urla di Conte comincia a tessere la sua tela, ma il muro dei liguri è compatto, organizzato. Eriksen e Brozovic si abbassano a turno per andare in soccorso dei difensori nel palleggio, tra le linee rimane il solo Barella con Martinez che cerca di agire come raccordo per Lukaku.

I nerazzurri pendono a destra, Hakimi comincia a trovare campo per spingere alla sua maniera e dopo un paio di salvataggi in corner all’ultimo momento anche la fase difensiva dei bianconeri concede un errore di troppo. Sempre dallo stesso lato, il marocchino sfonda e serve a Perisic il pareggio. Proprio il croato era stato sonoramente redarguito dal proprio tecnico per non essere ancora riuscito a trovare una posizione. Ma questo è il classico gol che riabilita in pieno una prestazione.

Arrivata indenne a fine primo tempo, l’Inter prova a gestire meglio il pallone nella ripresa tenendo più alta la linea difensiva. Non è fortunata quando Provedel commette un’evidente "papera" su tiro di Martinez, ma si salva grazie all’aiuto del palo. L’aiuto della sorte bisogna però anche cercarselo e quando Lukaku non sfrutta una clamorosa incertezza di Ismajili, solo davanti al portiere, tra i nerazzurri cresce un po’ di malcontento. pensando anche a quanti successi sono arrivati quest’anno grazie a una ferocia agonistica unica mai calata nel corso dei mesi.

Di palo ne arriva un altro per i nerazzurri, stavolta l’estremo difensore dello Spezia avrebbe potuto fare però ben poco davanti al destro a giro di Lautaro. L’assalto finale non basta: 1-1 e Italiano festeggia. Ma anche l’Inter sotto sotto può essere contenta per un punto che senza essere altisonante costituisce un ulteriore mattoncino verso il grande sogno, sempre più alla portata. Ora guardare il calendario e fare i conti è quanto di più naturale possa succedere per la truppa di Conte.