di Paolo Manili L’equitazione è femmina, in Italia specialmente. Questo è ormai noto. Un dato incontrovertibile: sui campi sportivi di casa nostra sommando under 18 e juniores, le amazzoni rappresentano il 78% dei concorrenti. Tra gli over 18 le donne sono il 63% e molto spesso vincono o vanno a podio. E’ noto anche che l’equitazione è sport nel quale donne e uomini competono nelle stesse gare, senza separazione, così è possibile vedere...

di Paolo Manili

L’equitazione è femmina, in Italia specialmente. Questo è ormai noto. Un dato incontrovertibile: sui campi sportivi di casa nostra sommando under 18 e juniores, le amazzoni rappresentano il 78% dei concorrenti. Tra gli over 18 le donne sono il 63% e molto spesso vincono o vanno a podio. E’ noto anche che l’equitazione è sport nel quale donne e uomini competono nelle stesse gare, senza separazione, così è possibile vedere sul podio di uno stesso Gran Premio uomini e donne insieme. Insomma lo sport ha preceduto, di fatto, i principi di parità. Addirittura, un trentennio fa, ci fu un anno in cui tutti i titoli mondiali allora assegnati - salto ostacoli, completo, dressage, endurance, e via dicendo - furono conquistati da altrettante grandi campionesse. Dunque nulla di più giusto e a tema del Progetto Fearless Girls (donne senza paura) lanciato nel "giorno della Donna" dalla Fise, per consentire ad amazzoni con determinati requisiti sportivi e di cultura, l’accesso a posizioni di vertice nell’ambito della Federazione tramite appositi corsi di formazione. "Gli sport equestri in Italia- ha dichiarato il presidente Fise, Marco di Paola - possono contare su una grande rappresentanza femminile. Ma rapportando questi numeri a quelli dirigenziali, la percentuale media si attesta solo al 30% circa. Perciò la Federazione vuole implementare tutte le azioni utili - come il Progetto Fearless Girls appunto - per far crescere il numero delle donne nelle posizioni di vertice". La Fise è stata anche la prima Federazione a istituire, l’anno scorso, una Commissione antimolestie presieduta dal presidente Di Paola. Al progetto Fearless Girls hanno aderito altresì la campionessa olimpica e vicepresidente Coni, Alessandra Sensini, la due volte iridata di equitazione paralimpica, Sara Morganti, e donne-manager come Isabella Podda di Jaguar Land Rover Italia (Azienda partner della Fise), Lelia Polini, ceo di Kep Italia e Sara Riffeser Monti, vicepresidente e amministratore delegato di Editoriale Nazionale, il gruppo che edita anche il nostro QS. Sui siti della Federazione e di Cavallo Magazine è possibile trovare la presentazione del Progetto Fearless Girls, il bando di concorso e tutti i dettagli utili.