Kimi Raikkonen, 41 anni, ai tempi della Ferrari: vinse il titolo nel 2007 (Ansa)
Kimi Raikkonen, 41 anni, ai tempi della Ferrari: vinse il titolo nel 2007 (Ansa)
di Leo Turrini L’ultimo campione del mondo con la Ferrari se ne va. A fine stagione, Kimi Raikkonen appende il casco al fatidico chiodo. Finora ha disputato 344 gran premi. Ne ha vinti 21, con 103 podi. In una carriera iniziata 20 anni fa, nel 2001, ha guidato nell’ordine Sauber, McLaren, Ferrari (tra il 2007 e il 2009 e tra il 2014 e il 2018), Lotus e Alfa Romeo. Finlandese cresciuto tra i silenzi, incapace di spiaccicare una parola fino ai giorni dell’asilo,...

di Leo Turrini

L’ultimo campione del mondo con la Ferrari se ne va. A fine stagione, Kimi Raikkonen appende il casco al fatidico chiodo. Finora ha disputato 344 gran premi. Ne ha vinti 21, con 103 podi. In una carriera iniziata 20 anni fa, nel 2001, ha guidato nell’ordine Sauber, McLaren, Ferrari (tra il 2007 e il 2009 e tra il 2014 e il 2018), Lotus e Alfa Romeo.

Finlandese cresciuto tra i silenzi, incapace di spiaccicare una parola fino ai giorni dell’asilo, Kimi lascia una traccia indelebile. È stato un grande pilota, ma soprattutto un grande uomo squadra. In qualunque scuderia abbia mostrato il suo talento, nessuno ricorda polemiche gratuite sciocchezze assortite o stupidaggini dettate dall’amor proprio. Anzi, Raikkonen è sempre stato ineccepibile sul piano professionale e umano, a dispetto di una lunga propensione per la bottiglia. Ha combattuto, anche, contro l’alcol. E ha vinto.

La faccio breve. Kimi è un mio amico. Personalmente lo considero uno dei più grandi di sempre nella storia dell’automobilismo. Si colloca tranquillamente tra i migliori 10. Non a caso, alcune delle sue imprese più belle sono state realizzate sul circuito delle Ardenne, in Belgio, notoriamente considerato l’università della Formula Uno.

Mai ruffiano, sempre attento alla sostanza delle cose e non alla forma, il finlandese ha vissuto con il Cavallino il momento più entusiasmante della carriera. Scelto per sostituire la leggendaria figura di Michael Schumacher, non deluse: al primo tentativo, nel 2007, conquistò un incredibile titolo iridato all’ultimo respiro, beffando Hamilton e Alonso per appena un punto. Eravamo ad Interlagos. Fu un’emozione fortissima, Fiorello dedicò addirittura un rap all’impresa. Sembrava l’inizio di una nuova era. E invece, la Ferrari non ha più toccato palla.

Amatissimo dai tifosi in ogni angolo del pianeta, Kimi, per il suo carattere ostile a qualunque compromesso, non ha mai goduto della simpatia dei potenti. A chi non capiva benissimo la verità della Formula è risultato spesso facile contrapporlo in negativo alla figura di Fernando Alonso. Ma, alla fine della fiera, di nuovo io credo non sia un caso se nel breve elenco degli esseri umani, appena nove, capaci di laurearsi campioni del mondo con la Rossa, beh, ci sia il suo nome. Non sarà la F1 a mancare a Kimi Raikkonen. Sarà Kimi a mancare alla Formula Uno.