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16 mar 2022

Juventus, serve una notte da gran Signora

Champions League Arriva il Villarreal alle 21, il pareggio dell’andata obbliga Allegri a cercare la vittoria: Dybala torna, ma in panchina

16 mar 2022
doriano rabotti
Sport
Max Allegri, 54 anni, è tornato alla Juventus dopo essere rimasto fermo
Max Allegri, 54 anni, è tornato alla Juventus dopo essere rimasto fermo
Max Allegri, 54 anni, è tornato alla Juventus dopo essere rimasto fermo
Max Allegri, 54 anni, è tornato alla Juventus dopo essere rimasto fermo
Max Allegri, 54 anni, è tornato alla Juventus dopo essere rimasto fermo
Max Allegri, 54 anni, è tornato alla Juventus dopo essere rimasto fermo

di Doriano Rabotti

Se le parole della vigilia facessero gol, Max Allegri non avrebbe nessuno a contestarlo per la scarsa spettacolarità del gioco. Perché è vero che la classifica la fanno i punti, o nel caso della Champions di stasera contro il Villarreal, il passaggio del turno lo danno le vittorie. Ma è indubbio che dopo una partenza non da Juve, col passare del tempo i bianconeri abbiano preso la forma utilitaristica che voleva il loro allenatore.

Certo, aver aggiunto il peso specifico di Vlahovic a gennaio (su Zakaria il giudizio resta sospeso causa infortunio) ha dato una bella spinta ai sogni, ma è indubbio che l’impronta del Conte Max nella concretezza della Signora si veda. Nei giochi verbali che snobbano costantemente ogni favore del pronostico sta parte del lavoro psicologico fatto dal mister. Lo ha detto anche capitan Chiellini ieri, confidando il sogno personale di andare al mondiale (è in buona compagnia...): "Da Novembre è la Juve di Allegri".

Di sicuro in campionato, dove i risultati si vedono e stanno pagando i dividendi del vero obiettivo realistico dalla Signora, ovvero restare in Champions anche l’anno prossimo, per la via del quarto posto.

Ma anche quella di stasera alle 21 allo Stadium contro gli spagnoli di Emery è una partita da Allegri, che di solito le gare secche non le sbaglia. Con la nuova regola che non raddoppia il valore dei gol in trasferta, partendo dall’1-1 dell’andata in pratica si gioca tutto in una gara, passa chi vince, e Max deve sperare di non dover rimpiangere l’atteggiamento troppo sparagnino dopo il gol lampo dell’andata.

Sono le due facce della stessa medaglia bianconera, quella di un tecnico che sa come si vince, che sa spremere il massimo anche da un organico comunque inferiore a molte big europee, ma lo fa senza cedere mai alla tentazione di cercare il bel gioco.

Stasera in panchina con Chiellini torneranno anche Bernardeschi e soprattutto Dybala, probabilmente l’unico che può cambiare lo spartito della concretezza operaia. Ma non partirà dall’inizio: con Vlahovic farà coppia un Morata che da gennaio sembra rinato, mentre in difesa il tecnico toscano punterà su un altro fedelissimo come De Sciglio, con Alex Sandro nuovamente acciaccato. Centrocampo obbligato, Locatelli e Arthur crescono, Rabiot non ha alternative al momento (ma aspettiamo di vedere quando Bernardeschi sarà al meglio...).

Emery dal canto suo ha nel potenziale recupero di Gerardo Moreno un bel jolly rispetto all’andata, e in generale anche il sottomarino giallo è noto per essere in grado di centrare le partite che contano, questione di cultura generale del club.

Insomma, passare in vantaggio e poi giocare arroccati come all’andata rischia di non bastare, stasera. Ma se la Juve vuole davvero puntare a qualcosa, quel gradino dovrà pur salirlo.

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