Alvaro Morata (Ansa)
Alvaro Morata (Ansa)

Torino, 16 marzo 2015 - Generazione di fenomeni. La Juve si gode Morata e aspetta Pogba, festeggiato ieri dai compagni a Vinovo per il suo 22esimo compleanno. El Ariete ed il Polpo, due stelle del firmamento bianconero. Lo spagnolo ha suonato la decima sinfonia stagionale al Barbera e ha contribuito a blindare in cassaforte il quarto scudetto. Ora i quarti. E’ tempo di Champions League come si leggeva ieri sul sito ufficiale della società. E la mente corre veloce al 2006, agli eroi del Westfalenstadion (oggi Signal Iduna Park), che durante i Mondiali centrarono l’impresa contro la Germania. Nove anni dopo Buffon, Barzagli e Pirlo si ritroveranno di fronte il temibile ed assordante muro del Dortmund, una vera e propria bolgia da 80 mila persone. L’aspetto ambientale non sarà un dettaglio.

Ieri mattina a Vinovo è iniziata la lunga marcia di avvicinamento al secondo round contro gli uomini di Klopp. Sarà una battaglia da dentro o fuori. Allegri è combattuto. Non ha ancora sciolto le riserve sulla formazione. Due le variabili: il vecchio 3-5-2 o il suo 4-3-1-2. Dipenderà dagli uomini che sceglierà, dalla condizione di alcuni big e dall’atteggiamento tattico iniziale da adottare. Aspettare e ripartire in contropiede oppure giocarsela a viso aperto? Primo dilemma.

Secondo: Andrea Pirlo e Andrea Barzagli. Il regista della nazionale ha provato a forzare ma non ha ancora smaltito l'infortunio al polpaccio, rimediato proprio nella sfida di andata. L'ultima ecografia ha evidenziato "una buona evoluzione della lesione al gemello mediale destro, ma non tale da renderlo disponibile per la trasferta di Dortmund. Non partirà con i compagni per la trasferta tedesca. Potrebbe invece essere in campo dal primo minuto di Barzagli, che a Palermo si è scrollato di dosso 8 mesi di calvario.

Terzo: c’è sempre quel 2-1 dell’andata da cui ripartire, un piccolo tesoretto che nella dinamica della sfida potrebbe risultare decisivo, perché costringerebbe il Borussia a scoprirsi da subito, non certo il massimo con Tevez e Morata in stato di grazia, pronti a far male come allo Stadium. Allegri non intende lasciare nulla al caso, come la società che in caso di passaggio del turno incasserebbe tanti altri soldi dall’Uefa (fra market pool, incasso e bonus). Andrea Agnelli ha assistito all’allenamento, caricando un gruppo, che al Barbera ha dimostrato di aver fatto un ulteriore passo in avanti, vincendo da grande squadra, di misura, come piace ad Allegri, controllando, soffrendo poco e non concedendo nulla agli avversari. Ieri mattina defaticante per chi ha giocato a Palermo e seduta normale per gli altri. Per tutti un’oretta di video e filmati sul Borussia: per capire come farli male e soprattutto come non farsi male, perché mercoledì il postino non suonerà due volte. E’ la Champions. In Europa funziona così. In Germania arbitrerà il serbo Milorad Mazic, già incontrato dalla Juve ad Atene nella gara della fase a gironi persa 1-0 contro l'Olympiacos.