Cristiano Ronaldo, 36 anni, e Zinedine Zidane (48): insieme 3 Champions al Real
Cristiano Ronaldo, 36 anni, e Zinedine Zidane (48): insieme 3 Champions al Real
di Gianmarco Marchini La panchina di Andrea Pirlo è talmente fragile che si taglia con un grissino. Rigorosamente torinese, come piacciono a Zinedine Zidane che se li fa ancora spedire a Madrid, in un pacco con bresaola, pomodorini e grana, eredità culinaria degli anni juventini. Alla tavola dei possibili allenatori bianconeri si aggiunge un posto, quello di Zizou, appunto. Mercoledì sul muro del Chelsea si sono infrante le sue speranze di andare in finale di Champions (la quarta da tecnico) e anche le certezze di proseguire la storia d’amore...

di Gianmarco Marchini

La panchina di Andrea Pirlo è talmente fragile che si taglia con un grissino. Rigorosamente torinese, come piacciono a Zinedine Zidane che se li fa ancora spedire a Madrid, in un pacco con bresaola, pomodorini e grana, eredità culinaria degli anni juventini. Alla tavola dei possibili allenatori bianconeri si aggiunge un posto, quello di Zizou, appunto. Mercoledì sul muro del Chelsea si sono infrante le sue speranze di andare in finale di Champions (la quarta da tecnico) e anche le certezze di proseguire la storia d’amore col Real che dura ormai da vent’anni tra "ruletas" in campo e conquiste al timone. Il suo contratto con la Casa Blanca scadrà nel giugno 2022, ma il francese vanta un credito da spendere con Perez che lo pregò nel marzo 2019 di riparare ai danni di Lopetegui e Solari. "Torna, per favore, e quando vorrai sarai libero di andartene", fu la parola di Florentino.

Zidane a Torino ha messo profonde radici di affetti e affari: nei suoi pensieri c’è sempre stata l’ipotesi di allenare un giorno la Juve. Quanto quel giorno sia vicino, lo dirà il finale di questa stagione dove Pirlo si gioca un posto in Champions e Zizou la Liga: per entrambi questo sarà una domenica decisiva, visto che i bianconeri sfideranno una diretta rivale, il Milan, e il Real ospiterà il Siviglia conoscendo già il risultato di Barça-Atletico. Spettatore interessatissimo di questo grande intreccio è ovviamente quel gran furbacchione di Massimiliano Allegri che in questo vortice di passioni, risultati e quattrini, ha solo da guadagnarci. Se Pirlo fosse fatto fuori (e non è detto che gli basti il tagliando europeo per passare il controllo qualità), allora Max avrebbe un’autostrada libera per Torino. Se Pirlo fosse fatto fuori per Zidane, allora il tecnico livornese avrebbe un posto riservato in business class per Madrid. Tre anni fa c’era già un volo pronto, ma Allegri disse di no per rispettare una parola data ad Andrea Agnelli.

Cosa cambia tra Allegri e Zidane? Poco in termini di costi, perché il primo pretenderebbe un ingaggio da almeno 10 milioni annui, visto che già nell’ultima esperienza bianconera ne guadagnava 7,5 e adesso i 12 di Antonio Conte sono diventati la pietra di paragone. Dodici come quelli che il francese percepisce dal Real. E’ questo, insomma, il target di costo per avere un tecnico da Europa (Allegri perse una delle due finali proprio contro Zizou, a Cardiff nel 2017). E mentre gli analisti di Planetwin365 abbassano la quota del francese (ora pagata 11 contro l’1,5 di Max), la differenza possono farla i dettagli, come il rapporto profondo e fraterno del francese con CR7. Insieme a Madrid, i due hanno vinto le tre Champions di fila. Serve altro per stimolare l’immaginazione del popolo juventino?