Leonardo Bonucci, Paulo Dybala e Alvaro Morata: la Juve vola solo in Champions
Leonardo Bonucci, Paulo Dybala e Alvaro Morata: la Juve vola solo in Champions
di Paolo Grilli Ancora inebriata dalla felice serata di Champions, la Juve si rituffa in un campionato dove le tinte della stagione sono invece malinconicamente fosche. Quella di oggi allo Stadium contro la Fiorentina è una sfida che per i bianconeri deve cancellare un recentissimo passato – lo 0-3 dell’ultima a Torino contro la Viola, nel dicembre scorso, segnò uno dei momenti peggiori della breve era...

di Paolo Grilli

Ancora inebriata dalla felice serata di Champions, la Juve si rituffa in un campionato dove le tinte della stagione sono invece malinconicamente fosche. Quella di oggi allo Stadium contro la Fiorentina è una sfida che per i bianconeri deve cancellare un recentissimo passato – lo 0-3 dell’ultima a Torino contro la Viola, nel dicembre scorso, segnò uno dei momenti peggiori della breve era Pirlo – ma è pure un match contro il proprio futuro, se davvero la Signora spera di prendere Vlahovic a gennaio. Il serbo ci starebbe, la Fiorentina molto meno e continua a sondare possibilità in Premier per piazzare il talento che non rinnoverà.

Difficoltà assortite per Allegri, nel difficile tentativo di rendere il percorso in A meno traumatico. Contro Verona e Sassuolo sono arrivati due ko di spietata schiettezza, nel rivelare i limiti di una corazzata che soffre l’intensità delle presunte piccole. Non è certo una di queste la Fiorentina, ora a +3 sui bianconeri con la forza delle idee di Italiano e una solidità a tutta prova. Max schiererà un undici molto simile a quello che ha furoreggiato contro lo Zenit. L’unica variazione, di fatto, dovrebbe essere l’utilizzo di Chiellini al posto di Bonucci. Spazio quindi ai quattro attaccanti, o quasi: Dybala, Morata, Chiesa e Bernardeschi. Un assetto che in coppa ha saputo dischiudere molte delle qualità inespresse della Signora. Chissà che contro i russi non sia arrivata una svolta tattica come quella che nel 2016-2017, col 4-2-3-1, portò fino a una insperata finale di Champions. In un weekend dominato da un derby di Milano a quote ora inarrivabili per i bianconeri, Allegri deve battagliare anche contro le statistiche. Se la Juve oggi non vincesse, farebbe registrare il suo peggior avvio nell’era dei tre punti (il record negativo dopo 12 turni è stato di 18 punti nel 1998-1999 con Lippi e nel 2015-2016, proprio con Max). E in caso di sconfitta, maturerebbe la terza consecutiva: dal marzo 2011, c’era Del Neri, in campionato la Juve non infila una serie negativa così lunga.