26 apr 2022

Juve spietata, il terzo posto ora è a un passo

Il Sassuolo gioca meglio e passa con Raspadori, Dybala risponde e nel finale Kean regala una vittoria d’oro: il Napoli è alla portata

paolo grilli
Sport
La gioia dei giocatori della Juventus che hanno strappato una vittoria pesantissima dopo una gara di grande sofferenza contro il Sassuolo
La gioia dei giocatori della Juventus che hanno strappato una vittoria pesantissima dopo una gara di grande sofferenza contro il Sassuolo
La gioia dei giocatori della Juventus che hanno strappato una vittoria pesantissima dopo una gara di grande sofferenza contro il Sassuolo

di Paolo Grilli

La classe spavalda di Raspadori, il graffio rabbioso di Dybala, che potrebbe cedere al primo il testimone in bianconero. Poi l’invenzione di Kean che ribalta tutto in una gara da ’nuova Juve’: sofferta, eppure mai sfuggita di mano contro un Sassuolo più vivo e pure più pratico. Una serata di talenti al Mapei.

L’Allegri più allegrista arriva a -1 dal Napoli e quasi allo scadere si regala un lunedì dolce come pochi. Il terzo posto è lì, a portata di mano nonostante tutto quello che è successo in questa stagione sghemba. Quella di ieri era una Signora rappezzata, in evidente difficoltà già a partire dalla difesa con l’acciacco last minute di De Ligt ad allungare la lista infinita dei guai e delle scelte obbligate.

Dionisi riesce a confondere le idee dei bianconeri con la sua batteria di ragazzi indiavolati, e il maestro Berardi a srotolare idee di continuo. Già prima del gol neroverde, Szczesny deve ricorrere a tutto il suo repertorio per evitare il gol (sullo stesso Berardi e su Scamacca), mentre la Juve fatica come non mai ad alzare i giri. Un match a parti simbolicamente invertite, con gli ospiti a lungo acquattati, quasi rattrappiti, e la truppa impertinente di casa a menare le danze. Con la piacevole sensazione sottopelle che qualcosa di interessante potrà sempre accadere. Raspadori si insinua nelle maglie e nelle sicurezze dei bianconeri, e quando arriva al gol – al termine di una combinazione stile joystick con Kyriakopoulos e Berardi – tutto sembra seguire una logica e una giustizia di campo.

La Juve si ricorda di essere Juve e strappa il pari con la Joya, perla solitaria di una gara malinconica per l’argentino che nel 2017, con una tripletta, aveva stregato tutto lo stadio di Reggio Emilia.

L’ingresso di Vlahovic a inizio ripresa proprio per Dybala non ha variato le dinamiche della gara. Dusan ha provato un paio di strappi, senza mai trovare una valida spalla: mentre con la Fiorentina, in Coppa, non erano certo mancati i rifornimenti. Ci è voluto Kean, con una incursione d’autore ispirata da Bonucci, per garantirsi il bottino pieno.

Gli otto punti in più rispetto alla Roma a quattro turni dalla fine sono garanzia di sonni tranquilli per Allegri in ottica Champions. Ma in campo la serenità non è stata così evidente, anzi, con la squadra imbullonata a lungo dietro la linea del pallone a difendersi dalle invenzioni dei neroverdi. C’era molto più futuro nelle trame di Dionisi. Ma l’avvenire è pure nei piedi di Kean, mai troppo considerato quest’anno. Chissà che un nuovo protagonista per il 2022-2023, la Signora, non se lo ritrovi già in casa.

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