Non è stato il riscatto, nemmeno qualcosa di vagamente simile, ma la vittoria di Salerno ha riportato un po’ di sollievo in casa Juve. La calma in mezzo alla tempesta. I bianconeri venivano da due sconfitte di fila tra Champions e campionato in altrettanti big match, e i cinque gol presi da Chelsea e Atalanta, con zero fatti, non potevano non lasciare scorie. Senza mai stupire davvero, la Signora all’Arechi ha fatto un po’ pace con se stessa, puntando sui...

Non è stato il riscatto, nemmeno qualcosa di vagamente simile, ma la vittoria di Salerno ha riportato un po’ di sollievo in casa Juve. La calma in mezzo alla tempesta. I bianconeri venivano da due sconfitte di fila tra Champions e campionato in altrettanti big match, e i cinque gol presi da Chelsea e Atalanta, con zero fatti, non potevano non lasciare scorie.

Senza mai stupire davvero, la Signora all’Arechi ha fatto un po’ pace con se stessa, puntando sui propri punti di forza: la tecnica – favorita dai ritmi bassi e da un avversario acquattato – e la capacità dei singoli di risolvere nei momenti più importanti. Dybala e Morata, che prima di ieri avevano segnato insieme appena cinque gol in campionato, si sono ripresi la scena siglando entrambi.

Da riproporre anche il 4-2-3-1 apparso ben assortito, con la parte creativa demandata alla trequarti (e agli esterni) e una mediana più coperta, nella quale Locatelli e Bentancur si sono mossi con sicurezza. Ora la Juve, ancora a -7 dalla zona Champions, deve cercare di rosicchiare altri punti complice un calendario favorevole: prima della sosta (e del big match di inizio gennaio col Napoli) sono in programma le sfide con Genoa, Venezia, Bologna e Cagliari. In Champions, invece, c’è da chiudere la pratica del girone martedì allo Stadium col Malmoe aspettando gli ottavi a febbraio.

Piani a medio raggio per ritrovarsi sul campo e anche in classifica: perdere la Champions l’anno prossimo significherebbe circa 50 milioni in meno di introiti.

Nuvoloni all’orizzonte che si sommano a quelli dell’inchiesta sulle plusvalenze bianconere. Ieri gli ex manager Marco Re e Stefano Bertola, indagati, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere all’interrogatorio in Procura a Torino. "Le questioni in discussione – spiega il loro legale, avvocato Luigi Chiappero – sono essenzialmente di carattere tecnico e necessitano di una riflessione".

La giustizia sportiva potrebbe impiegare non più di 60 giorni una volta avviato un procedimento. Ma prima occorre che le carte passino dai magistrati torinesi alla Figc. La massima penalizzazione per vicende simili colpì il Chievo nel 2018 e fu di tre punti. Le plusvalenze in questione furono ritenute funzionali all’ottenimento della licenza per giocare in A rispettando i parametri economici previsti.

Paolo Grilli