L’a.d. bianconero Maurizio Arrivabene, il vicepresidente Pavel Nedved e il presidente Andrea Agnelli
L’a.d. bianconero Maurizio Arrivabene, il vicepresidente Pavel Nedved e il presidente Andrea Agnelli
di Paolo Grilli Avere avuto le adeguate anticipazioni non aiuta più di tanto ad attutire il colpo nel mondo bianconero. Juve in rosso per 209,9 milioni. La cifra monstre emerge dal Cda che ha approvato il bilancio della stagione passata, e racconta tutto delle inevitabili difficoltà finanziarie di un club che negli anni pre-Covid ha cercato di assumere una dimensione sempre più internazionale, subendo però poi il contropiede del virus: l’avversario più infido e rognoso per chi aveva progettato di viaggiare solo ad alta...

di Paolo Grilli

Avere avuto le adeguate anticipazioni non aiuta più di tanto ad attutire il colpo nel mondo bianconero. Juve in rosso per 209,9 milioni. La cifra monstre emerge dal Cda che ha approvato il bilancio della stagione passata, e racconta tutto delle inevitabili difficoltà finanziarie di un club che negli anni pre-Covid ha cercato di assumere una dimensione sempre più internazionale, subendo però poi il contropiede del virus: l’avversario più infido e rognoso per chi aveva progettato di viaggiare solo ad alta velocità.

Appare ora chiaro come fosse quasi necessaria la cessione di Ronaldo, che gravava per 86 milioni all’anno sulle casse della Signora, e come la rivoluzione dell’Allegri-bis (niente superstar, ringiovanimento della rosa) rappresentasse l’unica via per un rilancio ragionato uscendo dalle secche della pandemia.

Il rosso dell’esercizio precedente era stato di 89,7 milioni, e si è quindi più che raddoppiato. Hanno pesato tantissimo i 92,7 milioni in meno di ricavi, tra mancati introiti per le partite allo Stadium e le minori entrate dal merchandising.

Rispetto alla stagione 2019-2020, però, crescono i ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità, come pure l’e-commerce. L’indebitamento finanziario netto ammonta a 389,2 milioni (era 385,2 milioni al 30 giugno 2020). Al 30 giugno scorso il club disponeva di linee di credito bancarie per 573,1 milioni, non utilizzate per complessivi 335,9 milioni.

Vitale, in questo scenario, l’aumento di capitale da 400 milioni che si concretizzerà compiutamente entro fine anno (la controllante Exor ha già immesso 75 milioni). Quello che l’assemblea dei soci approverà in ottobre è il quarto bilancio in rosso, dopo gli utili del triennio 2014-2017: e dai -19 milioni del 2017-2018 si è passati per l’appunto ai quasi -210.

Ovvio che il rilancio bianconero debba passare anche e soprattutto dal campo. Domani a Torino arriva un Milan che, con Ibra o meno, ha fretta di riconquistare la gloria perduta. Allegri ritrova Chiesa, ma Fede dovrebbe partire dalla panchina: in avvio dovrebbe rivedersi il 4-4-2 che ha portato a sbancare Malmoe, con Rabiot e Cuadrado esterni di centrocampo. La Signora a -8 dal Diavolo, così come dalla Roma e dal Napoli, non potrà concedersi ulteriori amnesie, pena lo sprofondare in classifica già con un divario a doppia cifra a settembre.

I tifosi bianconeri non hanno dimenticato lo 0-3 di maggio all’Allianz Stadium, con i rossoneri padroni del campo. Sono passati quattro mesi, c’era ancora CR7 e sembra un’eternità. Ma nel frattempo i rossoneri sono rimasti quelli, Calhanoglu a parte. E il Diavolo, nell’ultima stagione, ha dimezzato le sue perdite.