Gigi Maifredi, 73 anni, bresciano, ha allenato la Juventus nella stagione 1990/91, conclusa al settimo posto
Gigi Maifredi, 73 anni, bresciano, ha allenato la Juventus nella stagione 1990/91, conclusa al settimo posto
Enrico Salvadori Le milanesi ora sono le grandi favorite per lo scudetto ma la Juventus non può abdicare così e per tornare a sognare il decimo titolo consecutivo la medicina giusta si chiama Papu Gomez. Gigi Maifredi è uno che ne ha viste tante e visse a Torino una stagione davvero difficile culminata con l’esclusione dall’Europa. Maifredi, a primavera avrebbe scommesso sui rossoneri in vetta? "Decisamente no. La squadra rossonera sta facendo cose meravigliose. Se riesce a vincere partite come quelle contro la Lazio senza Ibra, Kessie, Bennacer e Kjaer vuol dire che hanno trovato la chimica giusta. A me fa piacere soprattutto per Pioli che era già alla porta e si doveva aprire l’era...

Enrico

Salvadori

Le milanesi ora sono le grandi favorite per lo scudetto ma la Juventus non può abdicare così e per tornare a sognare il decimo titolo consecutivo la medicina giusta si chiama Papu Gomez. Gigi Maifredi è uno che ne ha viste tante e visse a Torino una stagione davvero difficile culminata con l’esclusione dall’Europa.

Maifredi, a primavera avrebbe scommesso sui rossoneri in vetta?

"Decisamente no. La squadra rossonera sta facendo cose meravigliose. Se riesce a vincere partite come quelle contro la Lazio senza Ibra, Kessie, Bennacer e Kjaer vuol dire che hanno trovato la chimica giusta. A me fa piacere soprattutto per Pioli che era già alla porta e si doveva aprire l’era di Rangnick. Per fortuna ci hanno ripensato e ha costruito un gruppo forte dove ci sono giocatori davvero bravi: Theo Hernandez, Calhanoglu e Donnarumma sono top player come Ibra che è un tipo che vuole sempre vincere e fa la differenza. La squadra si è compattata quando ha saputo che l’allenatore doveva fare le valige e che Calhanoglu era sul mercato. Si è creato un gruppo di acciaio: dodici mesi fa a Natale il Milan aveva subito un’umiliazione a Bergamo e ora va come un treno".

In questo derby per lo scudetto l’Inter sfrutterà il fatto di non avere impegni in Europa?

"Loro cercheranno di avvantaggiarsi da questa situazione. La realtà è che l’Inter fuori dalle Coppe è un grosso fallimento. Sul piano del gioco debbono migliorare e di parecchio. Anche a Verona abbiamo visto una squadra utilitaristica e poco brillante. Il potenziale è fortissimo, ora debbono vincere e convincere".

Il caso Eriksen per certi versi è sconcertante.

"Ha lasciato perplessi tutti. Eriksen è un grande giocatore che se lo prendi devi saper che ruolo ha. Arrivare a dicembre e dire che non è funzionale al progetto è un assurdo".

La Juve così deludente e la gestione di Pirlo meritano un’analisi approfondita.

"Parto da una considerazione di fondo: anni fa c’era una fame diversa e uno dei pochi che è rimasto cannibale è Cristiano Ronaldo. Pirlo penso che sia preparato anche se la pratica sul campo è molto diversa dalla teoria, soprattutto quando alleni una squadra che non mi convince per lo spirito che esprime. Mi pare che giochino per conto loro. Allegri aveva creato questo gruppo granitico che accettava le scelte perché erano giuste e i risultati arrivavano. C’è poi da considerare che essere grandi in panchina dopo essere stati dei grandissimi in campo come Pirlo non è facile".

E allora cosa serve alla Juve oltre che ritrovare la fame ?

"Trovare dei rinforzi giusti sul mercato. In difesa dove Bonucci e Chiellini, due sicurezze, ora anagraficamente sono avanti, Demiral deve crescere e De Ligt è molto bravo ma in area non ha quella cattiveria che ci vuole. Ma la manna dal cielo sarebbe Papu Gomez che lascia sicuramente Bergamo. L’uomo giusto per rivitalizzare l’attacco, in attesa di sapere se Dybala resta o va via".

Il martedì-choc prenatalizio è stato caratterizzato anche dal ribaltamento della sentenza su Juve-Napoli.

"Decisione sbagliata perché le regole vanno rispettate, ma a livello sportivo è giusto così".

Chi è per Maifredi il giocatore rivelazione sin qui?

"Non ho dubbi, Zaccagni del Verona che non è mai banale, è completo ed è da Nazionale"

Già, ma gli azzurri di Mancini dove arriveranno?

"E’ un’Italia che mi piace, ha la sua identità. Mancini è bravo ed ha la fortuna di avere a disposizione una generazione di giovani di talento. Un organico che ha molte frecce nel suo arco".