di Paolo Grilli Contenere i furori dell’Atalanta per più di un tempo, come nemmeno il super Liverpool era riuscito a fare ad Anfield, non è da tutti. E Pirlo c’è riuscito. Ma la sua Juve creativa e anche sprecona racimola un altro pari – il sesto sulle undici partite giocate al netto del 3-0 a tavolino col Napoli – e nell’album dei rimpianti finiscono di diritto l’errore clamoroso di Morata in avvio, oltre al rigore sbagliato da un Ronaldo scopertosi insolitamente fallibile. Proprio CR7, ancora prima...

di Paolo Grilli

Contenere i furori dell’Atalanta per più di un tempo, come nemmeno il super Liverpool era riuscito a fare ad Anfield, non è da tutti. E Pirlo c’è riuscito. Ma la sua Juve creativa e anche sprecona racimola un altro pari – il sesto sulle undici partite giocate al netto del 3-0 a tavolino col Napoli – e nell’album dei rimpianti finiscono di diritto l’errore clamoroso di Morata in avvio, oltre al rigore sbagliato da un Ronaldo scopertosi insolitamente fallibile. Proprio CR7, ancora prima di Alvaro, aveva mandato alle stelle un pallone invitantissimo.

ll segno precoce, forse, che non sarebbe stata serata per la Signora. Decisa e tosta all’inizio, in versione Camp Nou per intenderci, ma assai poco efficace sotto porta. E quando non colpisci la Dea, sai che l’ondata nerazzurra potrebbe travolgerti. Poche squadre come l’Atalanta sanno perseverare nel proprio gioco indipendentemente dal risultato. Il vantaggio bianconero di Chiesa è arrivato quasi a sorpresa, quando sembrava che solo il tandem d’attacco di Pirlo potesse decidere la gara.

La ripresa ha visto prevedibilmente i Gasp Boys alzare i giri, e la Juve accorciare gioco e idee. Nonostante questo, non sono mancate due occasioni limpide per Morata (insolito, per i suoi standard attuali, questo suo blocco) e l’altro lampo di Chiesa che ha procurato il rigore. Ma la sfida più imprevedibile ha visto in quel frangente un Ronaldo fuori tempo angolare debolmente la conclusione dal dischetto favorendo la presa di Gollini. Il portiere dell’Atalanta, anche al di là del primo penalty parato in A in 17 tentativi, è stato il migliore in campo: altro rammarico per Pirlo, che però deve anche ringraziare in proprio Szczesny per come ha saputo opporsi a Zapata e Romero.

Il plico delle occasioni mancate si ispessisce in casa Juve. Questo campionato, pur così anomalo, non consentirà ulteriori frenate con le big. Perché troppi punti sono stati lasciati per strada anche contro squadre non certo favorite per il titolo: Crotone, Benevento e Verona. E gli altri tre pareggi sono giunti con le dirette concorrenti: Roma, Lazio e appunto l’Atalanta.

Ora c’è anche da valutare l’entità dell’infortunio di Arthur, colpito duro. Un altro ostacolo al decollo della Juve in campionato.

L’Atalanta ha avuto la conferma di poter ambire a tutto. All’Allianz Stadium è arrivata l’ennesima prova di maturità. E se Gasp si riconcilia con Gomez (messo nella ripresa dopo essere stato sorpreso dalle telecamere a canticchiare l’inno della Juve nel prepartita) c’è uno spunto in più per sognare.