di Paolo Grilli Quando Ronaldo e Messi calcano lo stesso campo, è fortemente raccomandato di evitare l’aggettivo impossibile. Anche per questo la Juve deve entrare al Camp Nou, stasera, distanziandosi dai timori che il Barcellona, anche quello che ti ha battuto allo Stadium senza quasi farti vedere palla, incute praticamente a tutti. CR7 contro Leo, certo, ma la sfida di stasera per il primo posto nel girone vive di tanti duelli incrociati: quello fra Arthur e Pjanic, giusto per dirne uno, gli ex di una partitissima che può far svoltare entrambi i club dopo le ultime sbandate. La vittoria con due gol di scarto e almeno tre segnati – quanto servirebbe alla Signora...

di Paolo Grilli

Quando Ronaldo e Messi calcano lo stesso campo, è fortemente raccomandato di evitare l’aggettivo impossibile. Anche per questo la Juve deve entrare al Camp Nou, stasera, distanziandosi dai timori che il Barcellona, anche quello che ti ha battuto allo Stadium senza quasi farti vedere palla, incute praticamente a tutti.

CR7 contro Leo, certo, ma la sfida di stasera per il primo posto nel girone vive di tanti duelli incrociati: quello fra Arthur e Pjanic, giusto per dirne uno, gli ex di una partitissima che può far svoltare entrambi i club dopo le ultime sbandate.

La vittoria con due gol di scarto e almeno tre segnati – quanto servirebbe alla Signora per scavalcare i blaugrana in vetta al gruppo G – ha i contorni della chimera, però la Juve con il suo blasone sa di potersi concedere qualsiasi sogno. Due anni e mezzo fa, nella maledetta serata di Madrid, i bianconeri dovevano stravincere per passare in semifinale e il 3-1 con rigore-beffa finale non bastò. Ma chi avrebbe mai pronosticato una Signora avanti 3-0 al 60’, dopo aver rimediato tre scoppole dai Blancos a Torino otto giorni prima?

E protagonista di quel concitato finale fu anche Buffon, cui oggi Pirlo darà una chance perché se è vero che bisogna sempre rinnovarsi e pensare calcio con spirito nuovo, in certe serate le leggende fanno comodo eccome.

Se il percorso netto in Champions di questo Barça spaventa, i black out nella Liga dei catalani fanno intravedere falle nella corazzata riassemblata da Koeman. Che si ritrova già quasi esclusa dalla caccia al titolo spagnolo, a -12 dall’Atletico Madrid primo, e con 4 sconfitte a inizio dicembre. L’ultima, sabato con il neopromosso Cadice, la dice lunga sulla imprevedibilità di una squadra condannata a una rifondazione dopo la bufera dell’estate scorsa legata a Messi. E che, proprio come la Juve, fatica ora di più entro i propri confini che non sul grande palcoscenico d’Europa.

In più, le assenze blaugrana di stasera sono di quelle pesanti. Si è aggiunto Dembelé (a segno all’andata) a Piqué, Ansu Fati, Sergi Roberto e Umtiti. Se tra i sostituti trovi Coutinho e Pedrito, ci sarebbe da dormire sonni tranquilli, ma questa stagione anomala può riservare tutto tranne che certezze.

Le sta cercando anche la Juve e il derby gliene ha consegnate solo in parte. La ripresa dopo un avvio da incubo col Toro ha confermato che almeno quanto a carattere, la Signora non deve patire confronti. Per già cinque volte in stagione, i bianconeri sono riusciti a rimediare una situazione di svantaggio. E anche se la vittoria non è così loro amica quest’anno, l’unica sconfitta è arrivata proprio con il Barcellona.

Spazio stasera ad Arthur e Rabiot in mezzo, poi Chiesa è confermatissimo. Dybala torna in panchina, dopo che il derby non è servito per riaccendergli la magia nei piedi. Con Morata, la vera garanzia per il gol di questa Juve in Europa, c’è Ronaldo. L’ultima contro Messi in Champions risale al 2010-2011 e prevalse la Pulce argentina, con una doppietta. La sfida di stasera sarà un nuovo capitolo di un duello infinito, iniziato nel 2008. Una saga a due che tiene impegnati gli esperti di statistica quanto gli appassionati di calcio. Record, gol e vittorie si inseguono quando i due campionissimi allacciano gli scarpini e si involano. Cristiano o Leo? Il Camp Nou vuoto sarà un affronto per chi ha reso il mondo la propria platea.