Paulo Dybala, 27 anni, e Weston McKennie (22): esclusi dal derby per il party-proibito
Paulo Dybala, 27 anni, e Weston McKennie (22): esclusi dal derby per il party-proibito
di Gianmarco Marchini Non era esattamente la finale Champions che a inizio stagione sognavano di giocare Agnelli e gli juventini, ma il peso e il significato della "finale" col Napoli erano enormi. Lo spareggio per il quarto posto va a Pirlo che sul presente riguadagna un po’ di terreno: il futuro, invece, dovrà rincorrerlo a lungo. Gli avevano piantato davanti alla panchina la sagoma di Max Allegri e con quel fantasma dovrà imparare a convivere fino a giugno....

di Gianmarco Marchini

Non era esattamente la finale Champions che a inizio stagione sognavano di giocare Agnelli e gli juventini, ma il peso e il significato della "finale" col Napoli erano enormi. Lo spareggio per il quarto posto va a Pirlo che sul presente riguadagna un po’ di terreno: il futuro, invece, dovrà rincorrerlo a lungo. Gli avevano piantato davanti alla panchina la sagoma di Max Allegri e con quel fantasma dovrà imparare a convivere fino a giugno. Intanto, in un colpo solo, Andrea si scrolla di dosso l’amico Gattuso e le paure per un quarto posto appeso a un filo sottilissimo prima del recupero di ieri. Quel filo ora, a nove giornate dalla fine e un +3 sulla quinta, è, sì, un po’ più resistente, ma pur sempre materia per trapezisti e funamboli. Come Paulo Dybala che entra in punta di piedi sulla partita e in punta di fioretto affonda il colpo che stende il Napoli. Mancava da 87 giorni il "diez" bianconero: tempo di acclimatarsi e, tac, colpo di biliardo mancino sul palo lungo di Meret. Terzo gol in campionato sulla miseria di dodici presenze: quanto avrà pesato l’assenza del miglior giocatore dello scorso campionato in questa stagione lo capiremo forse vedendo quanto inciderà la sua presenza in quel che resta. Sempre che il ragazzo tenga la testa sul campo e non sui tavoli del rinnovo o di qualche festa proibita.

Sull’importanza di Ronaldo, invece, ci sono poche parole da spendere. Mette lui la partita sui binari giusti con la rete numero venticinque in questa Serie A e - udite udite - la numero 773 in carriera, tassello che gli consente di scalzare un certo Romario dal secondo posto della classifica dei bomber all-time.

Adesso, Cristiano dovrà attentare a un altro secondo posto, quello del Milan, e l’impresa dovrebbe essere ampiamente alla portata, specie se con la complicità di Federico Chiesa, giocatore devastante in questo 2021. Ieri è lui a servire l’assist per l’1-0, con una serpentina che riduce Hysaj e Insigne a due personaggi di un romanzo di Bukowski. Ed è sempre l’ex Fiorentina a girare un pugnale nel fianco del Napoli ogni qualvolta la squadra di Gattuso provasse a reagire. Lo fa tardi, con l’ingresso di Osimhen che manda all’aria la quiete davanti a Buffon: conquista un rigore nel finale, dopo che Mariani e il Var nel primo tempo ne avevano negati due clamorosi, uno per parte.