Cristiano Ronaldo, 36 anni, e Zinedine Zidane (48): insieme 3 Champions al Real
Cristiano Ronaldo, 36 anni, e Zinedine Zidane (48): insieme 3 Champions al Real
di Gianmarco Marchini Mi ritorni in Mendes. Con la nostalgia di un pezzo di Battisti, Ronaldo e il Real si ritrovano a scambiarsi sguardi. Come vecchi amanti indimenticati, con quella complicità addormentata dal tempo, ma mai spenta del tutto. Anzi, parrebbe bruciare di un fuoco nuovo, riaccesso sulle sterpaglie lasciate dal Porto. Su quel fuoco starebbe soffiando in queste ore Jorge Mendes, procuratore fidatissimo e regista di tutte le mosse del Clark Kent portoghese. E, allora, ciak: si gira il remake. Di cosa? Del colossal CR7-Real, saga da quattordici titoli vinti, tra cui -...

di Gianmarco Marchini

Mi ritorni in Mendes. Con la nostalgia di un pezzo di Battisti, Ronaldo e il Real si ritrovano a scambiarsi sguardi. Come vecchi amanti indimenticati, con quella complicità addormentata dal tempo, ma mai spenta del tutto. Anzi, parrebbe bruciare di un fuoco nuovo, riaccesso sulle sterpaglie lasciate dal Porto. Su quel fuoco starebbe soffiando in queste ore Jorge Mendes, procuratore fidatissimo e regista di tutte le mosse del Clark Kent portoghese. E, allora, ciak: si gira il remake. Di cosa? Del colossal CR7-Real, saga da quattordici titoli vinti, tra cui - scusate se è poco - quattro Champions League. Ebbene sì, da Madrid sono sicuri: il cantiere per riportare Ronaldo a casa è già stato aperto.

I contatti, in realtà, non sono figli della delusione per l’ennesima debacle europea con la Juventus, ma affondano le radici nei mesi scorsi. Perché la voglia di merengues - giurano i colleghi spagnoli - a Cristiano è tornata da tempo. Ad alimentare questa nostaglia canaglia, i dubbi sui progetti tecnici bianconeri, stravolti per tre anni consecutivi da un cambio di allenatore. Certo, Pirlo resisterà alla tempesta post-Champions, perché la sua è una idea di calcio che richiede tempo. Ma il tempo è esattamente l’unica cosa che CR7 non può permettersi con la sua MasterCard.

L’orologio corre veloce come Mbappé, il tic-toc è pesante come un siluro di Haaland. Ronaldo sa che gli resta forse un altro anno per vincere ancora da protagonista quella Champions e arrivare al sesto Pallone d’Oro come Leo Messi, questa, sì, la sua vera ossessione.

"Separandosi Cristiano e il Real hanno perso entrambi", sentenziava ieri Sergio Ramos con un tempismo sospetto. Come dargli torto, però? I blancos nelle ultime due edizioni sono usciti agli ottavi, in questa sono ancora in corsa (l’andata con l’Atalanta è finita 1-0), ma in Liga hanno un ritardo pesante dall’Atletico. Insomma, da quando si sono divisi, nessuno brilla più come prima. "Sapete tutti quello che ha fatto qui e l’affetto che abbiamo per lui", rilanciava Zinedine Zidane, tecnico che con CR7 ha vinto tre Champions di fila. "Ma è un giocatore della Juve e questo va rispettato". Grazie per il pensiero, Zizou, ma la Signora pare ben contenta di liberarsi degli 87 milioni a bilancio che costerebbe un altro anno del portoghese. Servirebbero 29 milioni ai bianconeri per evitare una minusvalenza. E allora parliamone.

In attesa di sviluppi, c’è il presente, con la Juve che deve inseguire l’Inter a -10. "Cristiano era triste come tutti dopo il Porto, ma si è allenato molto carico", giurava ieri Alex Sandro. Domani a Cagliari, CR7 e compagni scenderanno in campo sapendo già il risultato dei nerazzurri.

Le speranze di rimonta si aggrappano anche al recupero della gara col Napoli che, ieri, è stata nuovamente ricollocata in calendario dopo che la Lega ha accolto il ricorso dei due club: non più mercoledì 17 marzo, ma il 7 aprile (inizio alle 18.45).