Mergim Vojvoda, 26 anni, difensore del Torino, consola Cristiano Ronaldo (36): il portoghese ha realizzato il gol del 2-2, rete numero 24 del suo campionato
Mergim Vojvoda, 26 anni, difensore del Torino, consola Cristiano Ronaldo (36): il portoghese ha realizzato il gol del 2-2, rete numero 24 del suo campionato
di Paolo Grilli Ha sempre più le sembianze di un annus horribilis, quello bianconero. E se Ronaldo deve ora limitarsi ad acciuffare un volenteroso Toro in un derby quasi perso per la Juve, è chiaro che nella nuova era della Signora i dubbi sovrastano le speranze. Resta la finale di Coppa Italia per cercare di mettere una toppa in una stagione segnata dai troppi errori (fuori e dentro il campo) e da una sconfortante sbadataggine, quella che porta a...

di Paolo Grilli

Ha sempre più le sembianze di un annus horribilis, quello bianconero. E se Ronaldo deve ora limitarsi ad acciuffare un volenteroso Toro in un derby quasi perso per la Juve, è chiaro che nella nuova era della Signora i dubbi sovrastano le speranze. Resta la finale di Coppa Italia per cercare di mettere una toppa in una stagione segnata dai troppi errori (fuori e dentro il campo) e da una sconfortante sbadataggine, quella che porta a complicare all’infinoto gare sulla carta senza troppi ostacoli. Il derby è sempre il derby, d’accordo, ma i 32 punti di differenza in classifica non devono essere derubricati a quisquilia prima e durante gare come questa. Le assenze di Arthur, Dybala e McKennie dopo la cena malandrina, così come quelle di Demiral e Bonucci per la positività al virus, sono solo una debole attenuante in coda all’ennesima prestazione grigia della Signora, partita ieri a mille ma poi finita vittima ancora delle proprie insicurezze. Basti guardare al secondo gol granata per vedere in filigrana tutta la fragilità della presunta corazzata: Kulusevski, un incursore se ce n’è uno, che si prodiga in un passaggio arretrato di 30 metri, poi la mancata chiusura di De Ligt e infine Szczesny che non riesce a respingere un tiro non irresistibile. E ancora prima, sul pari del Toro, le proteste dei bianconeri per una rimessa laterale non assegnata li hanno di fatto ritardare in chiusura. Ora Pirlo deve concentrarsi sulla finale di Coppa Italia e soprattutto sulla corsa per arrivare a gocarsi ancora la Champions. Non è facile perché Napoli e Atalanta corrono entrambe (e la Lazio è lì), e il calendario non sorride certo alla Juve. Quella con Gattuso di mercoledì è una sfida che ha tutte le fattezze dello spareggio. Tra le poche certezze resta Chiesa, ancora a segno e nuovamente il migliore per distacco, in questa Signora troppo altalenante, per efficacia e voglia.

"Ho visto orgoglio a intermittenza ma continuiamo a complicarci le partite da soli – dice Pirlo –. La seconda rete di Sanabria è nata da un errore tecnico che stiamo facendo troppo spesso. Abbiamo bisogno di vincere le partite, le vittorie danno serenità. Stiamo giocando molto in orizzontale e rischiamo di diventare prevedibili". Un refrain, dopo che è arrivato l’ottavo pareggio su 28 partite, solo 16 delle quali vinte.