di Doriano Rabotti "Il Milan resta la mia favorita per lo scudetto. Non troverà ogni volta l’Atalanta, sulla sua strada". Parola di Alberto Zaccheroni, che sulla panchina rossonera vinse anche uno scudetto, nel 1999. Lui le ha guidate tutte, le tre principali candidate al triangolino tricolore. E non cambia idea per i risultati dell’ultima settimana: "Io non sono mica tanto convinto che la Juventus sia guarita. Le rose di Pirlo e dell’Inter di Conte sono quelle più attrezzate, per lo scudetto. Ma non hanno ancora trovato...

di Doriano Rabotti

"Il Milan resta la mia favorita per lo scudetto. Non troverà ogni volta l’Atalanta, sulla sua strada".

Parola di Alberto Zaccheroni, che sulla panchina rossonera vinse anche uno scudetto, nel 1999. Lui le ha guidate tutte, le tre principali candidate al triangolino tricolore. E non cambia idea per i risultati dell’ultima settimana: "Io non sono mica tanto convinto che la Juventus sia guarita. Le rose di Pirlo e dell’Inter di Conte sono quelle più attrezzate, per lo scudetto. Ma non hanno ancora trovato la quadra".

Zaccheroni, la Juve che ha battuto il Bologna non la entusiasma?

"No, perché secondo me ha gli stessi problemi che aveva anche quando ha battuto il Milan".

Quali sono?

"Principalmente due: non si capisce ancora chi sia la vera spalla di Ronaldo, visto che stanno ruotando in tanti. Ma il tourbillon è ancora più grande a centrocampo. Chi è il titolare sicuro, in quel settore?"

Diciamo che dopo la partita di ieri, McKennie e Arthur sembrano candidati credibili...

"Ma l’americano prima era partito molte volte dalla panchina. La verità è che ogni volta che infilano qualche risultato, sia per la Juve che per l’Inter, si levano gli elogi. E appena steccano una volta si capisce che invece l’assetto definitivo ancora non l’hanno trovato".

Il Milan però sta frenando.

"Bisogna rendere merito a chi ce l’ha, nel caso della partita di sabato all’Atalanta: in campo fai quello che gli altri ti permettono di fare, e la squadra di Gasperini è stata bravissima a non concedere ai rossoneri di restare negli ultimi trenta metri di campo. I bergamaschi hanno verticalizzato ogni volta che potevano per Zapata e Ilicic, alla fine i tre centrocampisti Pessina, De Roon e Hateboer hanno toccato pochissimi palloni. E se il Milan si allunga, Ibra non ha nessuno con cui dialogare".

Ma lei crede che i rossoneri restino favoriti, par di capire.

"Inter e Juve hanno rose più forti, ma il Milan è in fiducia, gioca bene, ha un dirigente che sa compattare l’ambiente come Maldini, ha Ibrahimovic che sposta e adesso Mandzukic rappresenta un aiuto importante. E poi c’è Kessié, che mi piace fin dai tempi in cui era al Cesena, mi dicevano che aveva 17 anni, ma sembrava già il mio babbo. Per me oggi è il centrocampista più forte della serie A".

Il Bologna non può mettere in difficoltà il Diavolo, sabato?

"Può farlo, ma ha caratteristiche diverse da quelle dell’Atalanta. Sinisa è tosto, conosce i suoi giocatori e sa benissimo quando alternare il bastone e la carota. Manca una punta da gol, purtroppo, perché Barrow ha bisogno di spazio per dare il meglio. Ma quello del bomber è un problema che hanno in tanti, mica solo il Bologna".