Paulo Dybala (Ansa)
Paulo Dybala (Ansa)
Sulla carta la Juventus ha soltanto due squadre davanti in Europa: Bayern Monaco e Barcellona. Ma Pirlo sa benissimo che un ranking Uefa non fa primavera e che a primavera, invece, bisognerà arrivarci con tante certezze per evitare che sia ancora una volta maledetta. Qualche certezza l’ha lasciata la vittoria contro la Dinamo Kiev, squadra modestissima che in Italia lotterebbe per non retrocedere. Un po’ come sta...

Sulla carta la Juventus ha soltanto due squadre davanti in Europa: Bayern Monaco e Barcellona. Ma Pirlo sa benissimo che un ranking Uefa non fa primavera e che a primavera, invece, bisognerà arrivarci con tante certezze per evitare che sia ancora una volta maledetta.

Qualche certezza l’ha lasciata la vittoria contro la Dinamo Kiev, squadra modestissima che in Italia lotterebbe per non retrocedere. Un po’ come sta toccando al Toro domani di scena allo Stadium con il peso della classifica (1 vittoria, 6 punti) e un Giampaolo che sembra implorare di venire cacciato.

Sulla carta, non c’è storia: ma abbiamo visto che fine hanno fatto le scartoffie dei pronostici con Crotone e Benevento. Servirà la migliore Juventus possibile, o quasi, perché, causa squalifica di 2 turni, mancherà il Morata Champions edition (6 reti in 5 presenze), al momento un attore senza rivali nel ruolo di spalla di mr.750 gol Ronaldo.

Dovrà approfittarne Paulo Dybala, uno che, sempre sulla carta, ne avrebbe davvero pochi davanti in senso assoluto, figuriamoci in bianconero. E, invece, il "diez", eletto miglior giocatore dello scorso campionato, s’è inceppato. Un solo gol in questa stagione - peraltro un regalo del simpatico portiere del Ferencvaros - e nulla di più. Titolare col Verona, ha deluso. Con lo Spezia è uscito sull’1-1 finendo schiacciato nel paragone con il subentrante CR7 autore di due gol. Gli serve tempo - dicevano i Paratici e i Pirlo - ha avuto prima il Covid, poi gli infortuni. Ma piano piano, il fiammifero degli alibi si è consumato fino a spegnersi. Buio totale. Deludente anche con gli ungheresi al ritorno (entra Morata e la decide), e poi a Benevento. Un’involuzione con il fondo toccato mercoledì quando con gli ucraini già stesi al 21’ della ripresa, Pirlo ha preferito regalare la gioia del debutto a Dragusin piuttosto che mettere la "Joya" argentina. Nemmeno un minuto, con la scusa che "volevo farlo riposare perché giocherà il derby". Il Toro come ultima chance, almeno per scalare le gerarchie. Quelle le stava scalando Demiral, ma un nuovo guaio muscolare lo terrà fermo almeno dieci giorni.