di Paolo Grilli Come ti rubo il tiki-taka, e ci metto dentro pure tanta fantasia e le giocate di Ronaldo e Morata. Capolavoro di Pirlo a Barcellona, dopo tanti processi più o meno espliciti e dubbi crescenti che era sempre più difficile dribblare. La Juve più vera si rivela nella ventosa notte del Camp Nou, trovando in un colpo solo carattere, vigore, idee. E arriva un primo posto nel girone che luccica come l’oro, per...

di Paolo Grilli

Come ti rubo il tiki-taka, e ci metto dentro pure tanta fantasia e le giocate di Ronaldo e Morata. Capolavoro di Pirlo a Barcellona, dopo tanti processi più o meno espliciti e dubbi crescenti che era sempre più difficile dribblare. La Juve più vera si rivela nella ventosa notte del Camp Nou, trovando in un colpo solo carattere, vigore, idee. E arriva un primo posto nel girone che luccica come l’oro, per come è arrivato.

Una vittoria esagerata costruita già dai primi abbaglianti minuti, con i blaugrana spaesati a casa loro e Ronaldo a portare avanti da condottiero una battaglia che sembrava tra le più proibitive. Del tutto meritato il vantaggio, per quanto il rigore fosse discutibile. E ci ha pensato poi McKennie – vero alfiere del nuovo corso bianconero – a ribadire i valori in campo con una giocata di intelligenza e sana sfrontatezza.

Barça esangue e irriconoscibile, certo, e con assenze importanti. Ma nessuno ipotizzava che potesse subire un’onta di questo genere. Messi è sembrato provarci solo per onorare ruolo e contratto, e le voci che rimbombavano nel suo Camp Nou sembravano quelle di spettri.

Da quasi sette anni i blaugrana non perdevano in casa in Champions, e quello di ieri è stato un ko storico. Era scritto, forse, che Ronaldo dovesse mettere il suo marchio su una serata maledetta per i catalani. Impeccabile anche sul secondo rigore e troppo forte per non insinuarsi nelle falle di un Barça sbagliato, messo già da Koeman in maniera avventata, senza veri interditori. Pjanic e De Jong si sono trovati senza l’ombrello in una serata di tempesta.

Ma vale la pena sottolineare come i limiti dei blaugrana siano stati svelati da una Juve perfetta perché leggera e lucida, capace di interpretare al meglio ogni situazione della gara. Pirlo ha vinto con la mediana meno quotata alla vigilia, con Arthur e McKennie. Sorriderà tanto Paratici, nonostante le apprensioni per le l’indagine di Perugia, e anche Nedved. Sono stati inibiti rispettivamente fino al 14 e il 21 dicembre per le offese agli arbitri durante il Juve-Toro di sabato. Quant’è lontana quella partita, dopo questo capolavoro.