Al centro Federico Chiesa, 23 anni, sempre più imprescindibile in questa Juve
Al centro Federico Chiesa, 23 anni, sempre più imprescindibile in questa Juve
di Paolo Grilli Qual è la vera Juve? Quella timida e fragile che in campionato ha racimolato otto punti in sei gare – media da tranquilla salvezza, nulla di più – sudando otto camicie per vincere contro Spezia e Samp, o quella che ha saputo arginare e stendere il Chelsea campione d’Europa, con un capolavoro collettivo di tattica e determinazione? C’è un derby per scoprirlo,...

di Paolo Grilli

Qual è la vera Juve? Quella timida e fragile che in campionato ha racimolato otto punti in sei gare – media da tranquilla salvezza, nulla di più – sudando otto camicie per vincere contro Spezia e Samp, o quella che ha saputo arginare e stendere il Chelsea campione d’Europa, con un capolavoro collettivo di tattica e determinazione?

C’è un derby per scoprirlo, oggi. I bianconeri dovranno far leva sull’euforia del cuore che resiste dalla magica notte europea per cancellare le scorie di fatica che si accumulano nelle gambe dopo battaglie del genere. Il Toro attuale è quanto di più ostico si possa affrontare: Juric ha ridato un’anima ai granata, oltre che una classifica degna del suo blasone. E anche l’assenza di Belotti, che in tempi recenti sarebbe stata drammatica, oggi passa quasi inosservata.

Allegri sa che dopo la Champions c’è subito un altro bivio. Non solo il derby della Mole ha ovvii risvolti simbolici, ma questa è pure una giornata in cui le altre big potrebbero conoscere una frenata, con l’Inter reduce dalla trasferta in Ucraina impegnata oggi fuori col Sassuolo, il Milan impegnato domani a Firenze e il Milan sul campo della Dea. Difficile, per la Signora, rinunciare a un Chiesa così che dove lo metti segna. Ma pure a Kean (con il Chelsea entrato nel finale), indicatissimo per fare breccia in una difesa del Toro improntata sulla difesa a uomo a tutto campo.

In casa, i granata hanno vinto contro la Juve una sola volta negli ultimi 25 anni, nel 2015. Ma nello scorso aprile finì 2-2 e il Torino avrebbe meritato di più. Come purtroppo avviene spesso in occasione di gare così sentite, i toni emotivi ieri erano già saliti oltre i limiti. Enormemente e vergognosamente. All’esterno dello stadio Olimpico Grande Torino, dove la squadra di Juric stava sostenendo la rifinitura, si sono radunati circa 200 tifosi granata. Cori, bandiere e uno striscione con scritto: ‘Uccideteli’.