di Paolo Grilli Siamo agli antipodi del “giochismo“. E pure l’Olimpo del calcio resta distantissimo, quasi irraggiungibile alla vista. Ma tant’è: la Juve raccoglie la prima, soffertissima vittoria e prova a rilanciarsi con la forza tenue di chi sa di aver scacciato un incubo. Perché la gara di La Spezia lo è, stato, in buona parte. Un copione già visto stava allestendo una clamorosa débacle per la Signora, volitiva in avvio (come sempre, poi, quest’anno) e già in vantaggio con Kean, poi progressivamente svagata e infine fragile....

di Paolo Grilli

Siamo agli antipodi del “giochismo“. E pure l’Olimpo del calcio resta distantissimo, quasi irraggiungibile alla vista. Ma tant’è: la Juve raccoglie la prima, soffertissima vittoria e prova a rilanciarsi con la forza tenue di chi sa di aver scacciato un incubo.

Perché la gara di La Spezia lo è, stato, in buona parte. Un copione già visto stava allestendo una clamorosa débacle per la Signora, volitiva in avvio (come sempre, poi, quest’anno) e già in vantaggio con Kean, poi progressivamente svagata e infine fragile. Merito anche di uno Spezia scaltro e pungente. Gyasi che segna ed esulta alla Ronaldo poteva essere la fotografia di una beffa atroce. Ma anche la discesa vincente di Antiste, capace di bersi Bonucci e De Ligt in un’unica sorsata per il vantaggio di casa, è stato un potente flash sulle crepe dei bianconeri.

Una Signora ormai col fiato corto, quella che si è presentata a inizio ripresa. E’ non è stato un caso che Allegri abbia spedito in campo la special unit lasciata fino a quel tempo a riposo: Locatelli, Alex Sandro e poi Morata.

Qualcosa è cambiato, l’incertezza non è scomparsa ma dopo il provvidenziale salvataggio del ’Loca’ sulla riga, evitando un 3-1 che sarebbe stato irrecuperabile a quel punto, sono state le giovani star sotto esame a risollevare Max. Chiesa ha segnato nel modo che gli è più congeniale: con uno strappo irriverente e magnifico, stavolta centrale. E poi è stato De Ligt a firmare il vantaggio definitivo, con una nobile pedata dal centro dell’area che ha confermato le sue qualità a tutto campo.

La classifica dei bianconeri è tutt’altro che rosea, oggi, ma qualche nuvolone se ne è andato. Cinque punti in altrettante gare sono un bottino che non è consono a una corazzata che gran parte degli addetti ai lavori – un mese fa, quando la serie A ha preso il via – indicava come la favorita allo scudetto. Queste poche settimane hanno detto che non è proprio così, ma chissà che la piccola svolta di La Spezia non riporti i bianconeri su una lunghezza d’onda più congeniale alla loro caratura.

Allegri raccoglie intanto le risposte dei talenti che a suo dire dovevano dimostrare di essere degni di questa squadra. E anche la certezza che Szczesny può essere determinante in positivo. Un segnale chiaro di unità di intenti tutt’altro che scontata, dopo lo smarrimento crescente dei primi quattro turni.

"Il calcio è sofferenza e fatica, guai a sentirsi comodi, in confort zone", avverte Max. Che certo non dimentica come sia arrivata ieri la 19esima partita di fila in campionato prendendo gol, il record negativo in tutti e 5 i top campionati d’Europa. Domenica c’è la Samp, poi è l’ora del Chelsea. Si naviga a vista, ma le onde sono un po’ più basse.