di Gianmarco Marchini Per Gigi Buffon il tempo non è mai troppo, per Andrea Pirlo mai abbastanza. Il primo ha festeggiato in anticipo i 43 anni con la qualificazione alla semifinale di Coppa Italia (c’è l’Inter), gonfiando la pagina Wikipedia e i numeri di una carriera straordinaria. Le candeline le spegnerà oggi, nell’abbraccio della sua Ilaria D’Amico e dei suoi ragazzi: ieri sera ha soffiato via le velleità della Spal, arrivata all’Allianz Stadium per onorare uno storico appuntamento. "Gigi è uno di casa, quando vorrà ci siederemo per parlare del futuro", diceva nel pre-partita il capo dell’area tecnica Fabio...

di Gianmarco Marchini

Per Gigi Buffon il tempo non è mai troppo, per Andrea Pirlo mai abbastanza. Il primo ha festeggiato in anticipo i 43 anni con la qualificazione alla semifinale di Coppa Italia (c’è l’Inter), gonfiando la pagina Wikipedia e i numeri di una carriera straordinaria. Le candeline le spegnerà oggi, nell’abbraccio della sua Ilaria D’Amico e dei suoi ragazzi: ieri sera ha soffiato via le velleità della Spal, arrivata all’Allianz Stadium per onorare uno storico appuntamento. "Gigi è uno di casa, quando vorrà ci siederemo per parlare del futuro", diceva nel pre-partita il capo dell’area tecnica Fabio Paratici, infiocchettando di fatto il rinnovo. Per le firme ci sarà tempo: quello che, invece, scarseggia nelle tasche di Pirlo, chiamato a coniugare in fretta l’utile dei risultati col dilettevole del gioco.

Il 4-0 alla Spal vale il terzo successo consecutivo, in una settimana che ha ribaltato la bilancia dell’umore in casa bianconera: dallo sconforto post-Inter all’entusiasmo attuale, figlio soprattutto della vittoria in Supercoppa e del 2-0 al Bologna che ha permesso di accorciare sulle milanesi in campionato. Ma c’è quel ‘tic-toc’ che non permette distrazioni: sabato, infatti, c’è già un altro esame, sul campo della Sampdoria di Ranieri, una delle realtà più solide, capace di battere i nerazzurri di Conte non più tardi di due settimane fa. Ragion per cui, ieri sera la Juventus era un concentrato di buone intenzioni e gambe arrugginite, quelle di Demiral e di De Ligt su tutti. Tanti i ragazzini ‘prestati’ dall’Under 23, anche se ormai Frabotta ha i gradi da veterano, con tanto di spilletta al petto per il bel gol valso il raddoppio. I fari della curiosità erano, però, accesi soprattutto su Nicolò Fagioli, 20 anni il prossimo 19 febbraio. Pensare che pochi mesi dopo la sua nascita, Buffon passava dal Parma alla Juventus per 75 miliardi di lire. Per il regista della Juve B stravedeva Max Allegri che, nell’estate 2018, l’aveva lanciato nella tournée americana contro Bayern Monaco e Real Madrid. Fagioli, scarpe rosse e sulle spalle la pesante etichetta di nuovo Pirlo, ieri sera ha mostrato il piglio dei predestinati, pur senza strafare: tanta personalità, la voglia di spaccare il mondo, un calcio a testa alta. Ne sentiremo parlare ancora.

La gara l’aveva aperta, invece, Alvaro Morata realizzando un rigore con la freddezza del campione: in campionato non segna dalla trasferta di Parma, più di un mese fa, e questa rete servirà a ricaricare le pile di una convizione mai forte come quest’anno. Stesso discorso per Dejan Kulusevski e Federico Chiesa, anche loro a referto. Uno dei due affiancherà a Marassi, Cristiano Ronaldo, ieri con un giorno libero regalatogli da Pirlo per fargli staccare la spina. Peccato che il fenomeno portoghese abbia acceso un nuovo caso di polemiche per un post galeotto (poi scomparso su Instagram) che lo ritraeva felice sulla neve di Courmayer a festeggiare i 27 anni della sua Georgina. Nulla di male, non fosse che la nota località sciistica si trova in Valle D’Aosta e le regole anti-Covid imponessero a CR7 e signora di non uscire da Torino.