Italo Cucci

L’annuncio istituzionale di Paulo Dybala miglior giocatore del campionato di Serie A non è un fulmine a ciel sereno. Almeno per me e per chi capisce di calcio. Il dettaglio che non torna è che il cielo non è sereno. Anzi. Già mi si dice che Casa Juve l’ha preso come una provocazione, questo riconoscimento, visto che un anno fa, di ‘sti tempi, Nedved e Paratici volevano farlo fuori. Venderlo. Aggiungete la mancata nomina di Cristiano Ronaldo e siamo al patatrac: subito a immaginarsi la rabbia di CR7, snobbato dai consulenti della Lega che certe rogne non le vuole “italiane” ma si fa pilatescamente servire da Stats Perform, da K-Sport e da Netco Sports. E dire che bastavano un paio di telefonate...

Il miliardario di Madeira era appena sceso dalla sua Bugatti Centodieci da 8 milioni di euro ( e 380 km all’ora, fiuuuu!) che s’è regalato per festeggiare lo scudetto e i 31 gol quando gli hanno detto di Dybala e l’interpretazione più maliziosa è che non s’è dato alla pazza Joya. Dippiù: avrebbe subito contattato il Paris Saint-Germain per riaccendere un focherello di un paio d’anni fa. Come se fosse un Neymar qualsiasi sempre pronto a tenere le scarpette in due o tre staffe.

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