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19 mag 2022

Jacobs, è sempre dominio: ma senza sorriso

Per Marcell al rientro sui 100 un 9.99 ventoso in batteria e 10.04 in finale a Savona. "La settimana di stop totale mi ha tolto brillantezza"

19 mag 2022
giuliana lorenzo
Sport
Marcell Jacobs, 27 anni, tornava a gareggiare sui 100 metri 290 giorni dopo il trionfo olimpico a Tokyo
Marcell Jacobs, 27 anni, tornava a gareggiare sui 100 metri 290 giorni dopo il trionfo olimpico a Tokyo
Marcell Jacobs, 27 anni, tornava a gareggiare sui 100 metri 290 giorni dopo il trionfo olimpico a Tokyo
Marcell Jacobs, 27 anni, tornava a gareggiare sui 100 metri 290 giorni dopo il trionfo olimpico a Tokyo
Marcell Jacobs, 27 anni, tornava a gareggiare sui 100 metri 290 giorni dopo il trionfo olimpico a Tokyo
Marcell Jacobs, 27 anni, tornava a gareggiare sui 100 metri 290 giorni dopo il trionfo olimpico a Tokyo

di Giuliana Lorenzo

Il volto di Marcell Jacobs non è disteso come sempre e all’arrivo appare una smorfia in segno di disappunto. A Savona, al Meeting Ottolina, si aspettava un esordio diverso per i suoi primi 100 metri dell’anno: l’agente delle Fiamme Oro vince ma non va oltre il crono di 10.04. Lo sprinter azzurro si piazza davanti al cingalese Yupun Abeykoon e al francese Vicault. In evidenza, al quarto posto l’altro italiano, il gigante di Como, Ali in 10.18. Niente finale, invece, per Lorenzo Patta con 10.19 al debutto stagionale e Fausto Desalu che sigla il personale con 10.21 migliorandosi di otto centesimi.

Il 10.04 di Jacobs, invece, non lo soddisfa così come non lo appaga nemmeno una prestazione non sui soliti standard. L’oro olimpico nei 100 avrebbe anche un alibi perfetto, uno stop di diversi giorni dopo i problemi intestinali che si sono manifestati in Kenya. Eppure, come ha spiegato a fine gara, stava bene ed era convinto di poter crescere e migliorare il crono ventoso della batteria (9.99). "Ho fatto fatica, pensavo di correre meglio rispetto alla batteria e invece mi manca un po’ di brillantezza e non avanzavo come al solito – ha detto – pensavo di averne di più, mi manca ancora un po’ di lavoro. Ma è soltanto la prima gara dell’anno sui 100, abbiamo tempo per arrivare ai Mondiali, l’obiettivo principale della nostra stagione. Il virus di Nairobi non ci voleva proprio, quella settimana non è stata esattamente la migliore della mia vita: ho voluto gareggiare perché sapevo di poterlo fare, ero convinto di poter correre meglio tecnicamente, soprattutto nella seconda parte di gara".

Sulla pista della Fontanassa è sembrato contratto e ha accelerato, negli ultimi metri, per non rischiare di non tagliare per primo il traguardo. Poco male, è solo l’inizio di una stagione lunghissima e quello di Savona, dove un anno fa siglò il suo primo record italiano sui 100 (9.95), era un primo test da cui svilupperà l’ulteriore lavoro da fare con coach Paolo Camossi. C’è ancora da limare qualche aspetto in vista dei prossimi impegni. La data segnata in rosso, prima dei Mondiali e degli Europei, è la terza tappa della Diamond League del 28 maggio a Eugene, evento quasi spartiacque della stagione. In America testerà la tenuta fisica e quella mentale con avversari di un altro livello, gli sprinter americani al gran completo che sulla pista di casa non vorranno rendergli la vita semplice.

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