Hit the road Jack. Mettiti in viaggio, Giacomo. Se nel grande classico di Ray Charles, la moglie spinge il marito a prendere la strada, cioè ad andarsene e non farsi vedere mai più, qui da noi il nostro Jack lo vogliamo vedere ancora. E ancora. E ancora. D’accordo, calma, non è che il giovinotto abbia segnato una tripletta al Brasile come quel ragazzo che si chiama Paolo e adesso ci guarda da lassù. Però, diamine, anche se il Mondiale dobbiamo ancora mettercelo in tasca - nel senso di conquistare la qualificazione - questa partita con la Lituania pare proprio quella scorciatoia verso il futuro che Mancini va cercando e costruendo da tre anni. Eh sì perchè l’augurio è Hit the road Jack. Prendi la strada, Giacomo e non tornare più indietro. Nella speranza che questa strada verso la gloria azzurra se la tenga stretta per non mollarla più. Questo significherebbe che Mancini avrebbe finalmente trovato l’ultimo colore del suo splendido affresco: il centravanti. Anzi, vorrebbe dire che in una partita sola abbia trovato quelle risposte che cercava dal giovane Jack, uno che mi raccontano essere tutto testa e schiena dritta. Uno di quei ’giovani ma vecchi’ - inteso come maturità e serietà - per i quali gli allenatori stravedono. Ovvio. E di risposte il Mancio ne ha trovate anche da Moise Kean, anche se qui dobbiamo andarci molto cauti, perchè il ragazzo è incline alla curva stretta e si è già giocato l’Europeo per l’atteggiamento.

E già, proprio lui, Moise, uno dei prediletti del Mancio e secondo il ct, titolare designato al centro dell’attacco in Qatar. Sempre che dimostri cose dense dal punto di vista della professionalità e degli atteggiamenti. Però, Moise rischia di ritrovarsi Jack davanti e se la concorrenza fa bene al mondo azzurro - guardare Chiesa e Berardi per credere - adesso ci sarà da divertirsi, perchè Ciro Immobile dovrà dfendersi dai due ragazzi e anche il Gallo rischia di essere spennato da Moise & Jack. Una manna per il ct. Va bene, d’accordo, a Moise hanno regalato un gol e Jack l’aveva sparata in curva se non vi fosse stata quella amabile deviazione. Ma chi se ne frega no? Quel che conta è che i due ragazzi l’abbiano messa subito in discesa, segnando e sognando, in costante dialogo con i compagni, al punto che se lo facessero i nostri politici saremmo ben altro Paese. Va bene, d’accordo, era la Lituania e di strada ce n’è da farne. E quindi, dai, Hit the road Jack.