Roberto Mancini,. Giorgio Armani e Luca Vialli: la giacca andrà al museo del calcio
Roberto Mancini,. Giorgio Armani e Luca Vialli: la giacca andrà al museo del calcio
di Paolo Franci No, non vorremmo essere il cuscino del Mancio. Proprio no, perché se un po’ lo conosciamo la notte l’avrà passata a tormentarlo, sfogliando talenti e opzioni per sciogliere quel dubbio à davanti: Italia senza punta o centravanti di ruolo? L’idea del falso nove – Insigne con Chiesa e Berna ai lati e Berardi che insidia ques’ultimo – lo stuzzica parecchio, perché qui la parola magica sarebbe intercambiabilità tra i tre, ma leggere questa scelta in controluce con il poco che ha potuto vedere i suoi ragazzi ingigantisce il dubbio. Perché l’alternativa è spendere il talento di Jack Raspadori, con Chiesa e Insigne ai lati. La decisione definitiva il ct la prenderà solo stamane. Insomma, se fossimo nell’altro San Siro, lo splendido...

di Paolo Franci

No, non vorremmo essere il cuscino del Mancio. Proprio no, perché se un po’ lo conosciamo la notte l’avrà passata a tormentarlo, sfogliando talenti e opzioni per sciogliere quel dubbio à davanti: Italia senza punta o centravanti di ruolo? L’idea del falso nove – Insigne con Chiesa e Berna ai lati e Berardi che insidia ques’ultimo – lo stuzzica parecchio, perché qui la parola magica sarebbe intercambiabilità tra i tre, ma leggere questa scelta in controluce con il poco che ha potuto vedere i suoi ragazzi ingigantisce il dubbio. Perché l’alternativa è spendere il talento di Jack Raspadori, con Chiesa e Insigne ai lati. La decisione definitiva il ct la prenderà solo stamane.

Insomma, se fossimo nell’altro San Siro, lo splendido ippodromo-monumento a due passi dallo stadio, sarebbe un fotofinish tra Jack e Fede Bernardeschi, con Mimmo Berardi a una strettissima incollatura e il diversamente attaccante Lorenzo Pellegrini, tenuto in gran cosiderazione da Mancini, a fare da sorpresone in dirittura. Ieri il ct non s’è sbottonato, in preda ai mille dubbi per giocarsela contro Luis Enrique in un’altra straordinaria sfida a tutta tattica. Chi sarà la Regina degli scacchi tra Italia e Spagna? In questo senso il Mancio ha tutto da perdere perché se la gioca da Campione d’Europa, in casa e contro chi ha già eliminato a Wembley. A proposito: in quella partita l’Italia migliore uscì fuori con il falso nove...

Però, c’è un forte simbolismo in questa partita, Una sorta di chiusura del cerchio. Perché il 13 novembre di quattro anni fa, in quello stesso stadio dove l’Italia questa sera si mostrerà al tutto esaurito (col 50%) da Campione d’Europa, la maglia azzurra ha toccato uno dei punti più ’sudici’ - calcisticamente parlando - della sua straordinaria storia. E c’è tantissima suggestione nel sovrapporre questa sfida con la Spagna a quella sVenturata - perdonate il gioco parole con l’ex ct - squadra che mancò clamorosamente la qualificazione al mondiale 2018 con la Svezia.

Tanto per dirne una, il corto circuito dei ragazzi di Ventura iniziò proprio con la Spagna il 2 settembre del 2017, due mesi e mezzo prima della sindrome svedese, quando la nostra squadra fu dominata dagli spagnoli che firmarono un mortificante 3-0. Da lì, fu il buio fino alle tenebre della notte del Meazza. In campo quel giorno c’era Giorgio Chiellini, che da lì erediterà la fascia di capitano da Gigi Buffon all’ultima partita in azzurro. E, in panchina, c’era l’uomo che potrebbe sdoppiarsi di ruolo, Lorenzo Insigne, clamorosamente messo fuori nella partita che più di tutte contava e sempre al centro di una certa incomprensione tattica con l’ex ct. Per non parlare di Jorginho, che Ventura non vedeva granché e che invece chiamerà proprio per quel match con la Svezia a furor di popolo. Quattro anni dopo, Jorginho è il centrocampista centrale più forte al mondo e indiziato di Pallone d’Oro. Per dire: il bookmaker internazionale Planetwin365 piazza Jorginho nelle quote alle spalle di Messi; 1,5 contro 2,2.

La parola chiave della sfida, per il ct è Velocità: sì, con la maiuscola: ""Abbiamo sofferto con la Spagna agli Europei, era una semifinale e la Spagna ci mise in difficoltà sul possesso, lo fanno da 20 anni e su questo sono più avanti di noi. Dobbiamo migliorare questa situazione di gioco, essere più veloci".

Ecco, dobbiamo essere come gli spagnoli, ma più veloci degli spagnoli, perché come dice il ct puntando al Mondiale: "Abbiamo 14 mesi per migliorare".

Tanti o pochi, dipende sempre dalla velocità. Di miglioramento, nel caso specifico.

Finalino su Gigio Donnarumma che si augurava di non essere contestato dai tifosi milanisti. Ieri vicino all’albergo azzurro è apparso questo striscione firmato Curva Sud: "Donnarumma a Milano non sarai mai più il benvenuto. Uomo di m...".