Leonardo Bonucci, 34 anni, capitano dell’Italia in assenza dell’infortunato Giorgio Chiellini che non dovrebbe nemmeno andare in panchina sabato a Wembley
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di Paolo Franci Il senso di libertà che si respira nel clan azzurra, aldilà dei logici compiti tattici, è un portone sempre aperto. Lo è quando i giocatori festeggiano con i tifosi cantando "Notti magiche" davanti all’Hotel Parco dei Principi. E lo è per fatti molto più seri, delicati, sui quali l’impegno è al massimo, senza però museruole per le coscienze. Il casus belli, è quello dell’"inginocchiata" antirazzismo, il Black Lives Matter. Nella gara contro il Galles, con Bale e gli altri col ginocchio a terra, cinque azzurri hanno imitato gli avversari, mentre c’è chi ha applaudito e chi non ha fatto nulla. Belotti, Toloi, Pessina, Bernardeschi e Emerson Palmieri si sono inginocchiati, gli altri sono rimasti in piedi perchè, secondo la linea federale,...

di Paolo Franci

Il senso di libertà che si respira nel clan azzurra, aldilà dei logici compiti tattici, è un portone sempre aperto. Lo è quando i giocatori festeggiano con i tifosi cantando "Notti magiche" davanti all’Hotel Parco dei Principi. E lo è per fatti molto più seri, delicati, sui quali l’impegno è al massimo, senza però museruole per le coscienze.

Il casus belli, è quello dell’"inginocchiata" antirazzismo, il Black Lives Matter. Nella gara contro il Galles, con Bale e gli altri col ginocchio a terra, cinque azzurri hanno imitato gli avversari, mentre c’è chi ha applaudito e chi non ha fatto nulla. Belotti, Toloi, Pessina, Bernardeschi e Emerson Palmieri si sono inginocchiati, gli altri sono rimasti in piedi perchè, secondo la linea federale, qui si tratta di coscienza individuale e imporre un comportamente sarebbe una sorta di ’violazione’ della medesima, oltre che una forzatura. E il numero uno della Figc Gabriele Gravina ha spiegato come quel ’portone della libertà’ lasci libero arbitrio nel mondo azzurro: "E’ noto come la Federcalcio, io per primo, sia contro ogni forma di razzismo, ma la squadra è libera di comportarsi secondo coscienza. Non è un argomento per cui è possibile stabilire una linea federale – ha spiegato Gravina -. Prima della partita ne abbiamo parlato con la squadra perché sapevamo che i gallesi si sarebbero inginocchiati e abbiamo convenuto che ognuno sarebbe stato libero di seguire il proprio istinto e i propri sentimenti. E così sarà anche nel proseguio del torneo. Non obblighiamo nessuno, non è giusto".

Gravina ha poi tracciato un bilancio delle prime tre gare degli azzurri, aldilà del trionfale risultto del campo. Le partite della Nazionale hanno fatto registrare "42 milioni di spettatori per una media di 14 milioni a partita e il 62% di share, considerando l’accoppiata Rai-Sky", ha detto il numero uno federale. Poi, ci sono i social. L’aumento dei followers in totale - aperti in occasioni degli Europei gli account in lingua cinese e araba - e sui diversi social è stato di 500mila followers, mentre le interazioni sono arrivate a quota 22 milioni circa per ogni ’strumento’.

La grande scommessa vinta, è stata quella della riapertura dell’Olimpico, per la quale il Ministro del Pallone Gravina si è battuto con energia: "Lo spettacolo dell’Olimpico è stato emozionante e questa è stata la scommessa vinta più bella. Pensare al colpo d’occhio dello stadio appena un mese fa sarebbe stato improbabile, se non impossibile. E invece abbiamo avuto 48mila spettatori in 3 gare, un buon esempio che dà forza alle aspettative per la prossima stagione calcistica". Anche CasaAzzurri è stata un successo con 12 mila presenze e "20 workshop, 9 eventi di intrattenimento e ben 7 concerti live che si sono svolti al massimo della sicurezza. Questa è la risposta a chi pensa che il mondo del calcio sia un mondo di privilegiati autoreferenziali. E invece - sottolinea Gravina - può essere occasione di spettacolo, scambio culturale, musica. I sette concerti dimostrano che il calcio sa essere anche altro".

Poi, le smentite. Due per l’esattezza. La prima, sull’ipotesi di spostamento della final four in Italia, dopo i rumors degli ultimi giorni: "Smentisco categoricamente che le finali si possano disputare a Roma". E la seconda: "Smentisco anche che si possano disputare a Budapest" e il motivo è molto serio e cioè quel "libera tutti" - come lo definisce Gravina - che ha messo insieme 60mila persone nello stadio ungherese senza mascherine nè distanziamento, una situazione che "l’Uefa sta analizzando. ci sono una serie di preoccupazioni e ora aspettiamo un paio di settimane per capire se ci siano o no sviluppi", nel quadro dei contagi, evidentemente. E la prova dell’Italia? "Sapete che non mi lancio in pronostici, ma certo col Galles 23 tiri in porta contro 3...".