Bonucci, 34 anni, rincuora Jorginho dopo il rigore calciato alto. che poteva valere la vittoria contro la Svizzera
Bonucci, 34 anni, rincuora Jorginho dopo il rigore calciato alto. che poteva valere la vittoria contro la Svizzera
di Paolo Franci Ansia. La peggior nemica possibile. Infida, invisibile ma presente. Eccola lì, attorcigliarsi attorno al piede di Jorginho dopo essere entrata in tackle sugli azzurri per tutta la gara con la Svizzera. Ansia, l’ospite sgradito sull’aereo per Belfast, in ritiro e durante l’allenamento, perchè capacitarsi di quel che sta succedendo è difficile. Anzi, impossibile. Cioè, vincere un Europeo dovrebbe tradursi in fondamenta di cemento armato in ordine di consapevolezza, forza, equilibrio e personalità. E mica solo questo. Per tre lunghi anni...

di Paolo Franci

Ansia. La peggior nemica possibile. Infida, invisibile ma presente. Eccola lì, attorcigliarsi attorno al piede di Jorginho dopo essere entrata in tackle sugli azzurri per tutta la gara con la Svizzera. Ansia, l’ospite sgradito sull’aereo per Belfast, in ritiro e durante l’allenamento, perchè capacitarsi di quel che sta succedendo è difficile. Anzi, impossibile. Cioè, vincere un Europeo dovrebbe tradursi in fondamenta di cemento armato in ordine di consapevolezza, forza, equilibrio e personalità. E mica solo questo. Per tre lunghi anni questa Nazionale ha macinato avversari e record. Ha incantato con un gioco scintillante e ha riavvicinato la gente al mondo azzurro creando un tutt’uno che s’è reso ancor più solido per effetto del maledetto virus.

Fratelli d’Italia, ma sul serio, mica solo nella retorica di un magnifico inno. E ora bisogna vincere e fare gol con - come si diceva nel secolo scorso – un orecchio alla radiolina. Già perché vincere potrebbe non bastare per evitare gli spareggi mondiali. Non siamo padroni del nostro destino. O meglio, lo saremo nella misura in cui riusciremo a segnare tanti gol, in ogni caso difendendo con i tacchetti e i parastinchi quel +2 nella differenza reti. Pur convinti che la Bulgaria non regalerà nulla - come l’Irlanda, tosta in casa, sì - alla Svizzera. Ma, come si dice, fidarsi è bene...

Il Mancio sottolinea come l’ansia ci sia stata: "Dopo il gol della Svizzera l’abbiamo avuta e per una mezz’ora siamo stati in balìa degli avversari concedendo cose che normalmente non concediamo". La Grande Nemica però si può spazzare via: "Vogliamo qualificarci e il concetto non cambia: occorre giocare senza ansia". Sarà un’altra notte durante la quale tormenterà cuscino, lenzuola e coperte, il ct. Anche se stavolta le scelte sembrano assai più ’fisiologiche’ rispetto ad altre occasioni.

Tonali dovrebbe esserci al posto di Locatelli rispetto alla Svizzera e là davanti il migliore della gara dell’Olimpico, Mimmo Berardi, sarà in campo dal primo minuto con Insigne falso nove e Chiesa dirottato a sinistra. E se c’è da calciare un rigore? Bonucci nega di essere il nuovo penalty-man: "Abbiamo lasciato le cose così, decidiamo sul momento". Il ragionamento del ct conferma l’idea del falso nove con Scamacca-Belotti soluzioni di riserva: "Giocare con palle alte e i lanci direi proprio di no, loro sono abbastanza alti e noi abbastanza normali. Dobbiamo provare a vincerla con la palla a terra". No, non lo sarà. Però pensiamo positivo perché di quell’uomo che sembra un ragazzo con la riga da una parte c’è da fidarsi. Ha fatto cose impensabili che sarebbe stato difficile il solo immaginarle, anche se poi il calcio è spietato perchè e oggi e al massimo domani, quando vorremmo raccontarvi un altra bella storia tinta di azzurro.