Giuseppe Tassi

La Grande Bellezza non si ferma. L’italia di Mancini vola in semifinale con la Spagna sulle ali del suo calcio che sa di gioia e passione. Sotto i colpi di Barella e Insigne cade il Belgio di Lukaku e del grande De Bruyne. È la squadra che siede in cima al ranking mondiale, un ostacolo vero, alto, complicato. Chi invocava un test probante per la Nazionale trova una risposta importante a Monaco. Questa Italia che esalta e commuove, questo gruppo che canta l’inno con la stessa intensità che profonde in campo, si conferma una grande realtà. È la notte del riscatto di Insigne (gol gioiello e regia avanzata), è la notte del tamburino Barella che si inventa centravanti mentre Immobile si aggroviglia senza frutto. È la notte di Donnarumma (due parate fondamentali) e del grande Spinazzola, fermato solo da un infortunio. Il Belgio resta a galla grazie a un rigore generoso trasformato da Lukaku. Ma L’italia si mostra padrona del campo, sicura nella gestione, fiduciosa nel progetto ardito e visionario di Mancini.

Il calo fisico della ripresa è compensato dalle forze fresche che si alzano dalla panchina: Belotti, Cristante, Berardi, tasselli preziosi di un mosaico vincente. Con la semifinale in tasca è bello abbandonarsi al canto degli italiani nel cuore della Bayern Arena.