Lautaro, otto gol in campionato ma zero finora in Champions
Lautaro, otto gol in campionato ma zero finora in Champions
di Mattia Todisco Nello stadio in cui ha conquistato la sua ultima Champions League, anno 2010, l’Inter va a caccia di una nuova impresa. La pressione sarà molto diversa: non c’è alcuna finale da vincere, tanto meno è in palio una qualificazione agli ottavi già in tasca dopo il successo a San Siro sullo Shakhtar Donetsk. L’obiettivo da poter raggiungere è il primo posto, battendo il Real Madrid, avanti di due lunghezze grazie alla vittoria a campi invertiti dell’andata. Un successo arrivato nonostante una partita largamente condotta dai nerazzurri in termini di...

di Mattia Todisco

Nello stadio in cui ha conquistato la sua ultima Champions League, anno 2010, l’Inter va a caccia di una nuova impresa. La pressione sarà molto diversa: non c’è alcuna finale da vincere, tanto meno è in palio una qualificazione agli ottavi già in tasca dopo il successo a San Siro sullo Shakhtar Donetsk. L’obiettivo da poter raggiungere è il primo posto, battendo il Real Madrid, avanti di due lunghezze grazie alla vittoria a campi invertiti dell’andata. Un successo arrivato nonostante una partita largamente condotta dai nerazzurri in termini di occasioni. Insufficiente per gioire, anche solo per portare a casa un pareggio rimasto tale fino a pochi minuti dalla fine e trasformato in affermazione delle merengues da Rodrygo. "La squadra se l’è giocata alla grande e avrebbe meritato di più – dice Inzaghi –. Giocheremo con personalità e fiducia sapendo che abbiamo già fatto qualcosa di importante andando agli ottavi dopo dieci anni". Quelle stesse convinzioni maturate nella gestione Conte, infatti, sono state fondamentali per reagire alla sconfitta firmando dieci punti in quattro gare nel girone europeo, rialzando la testa anche in campionato con una serie di risultati positivi che oggi fanno dell’Inter la seconda forza della Serie A, con una sola lunghezza da recuperare sul Milan. Inzaghi ha già fatto meglio del predecessore in Coppa, strappando il pass per la fase a eliminazione diretta, primo obiettivo della stagione posto dalla dirigenza all’allenatore. Se dovesse anche arrivare al primo posto vincendo su un campo che ha visto l’Inter trionfare solo nel 1967 (quarti di finale di Coppa dei Campioni) sarebbe un suggello ulteriore su un ottimo avvio dell’avventura milanese. Non ci sarà Joaquin Correa, fermato da una distrazione muscolare che dovrebbe tenerlo fuori causa fino ad inizio 2022. In compenso Ancelotti non avrà Benzema, sostituito da Jovic e sa di avere domenica prossima un derby contro l’Atletico che può dare il colpo di grazia ai rivali in Liga: ha dieci punti di vantaggio, pur con una gara in meno per i colchoneros. Torneranno a disposizione Kolarov, De Vrij e Lautaro Martinez, gli ultimi due come probabili titolari in una sfida nella quale Inzaghi non dovrebbe fare sfoggio di turnover. Il primo posto non è solo prestigio, è anche un modo per evitare le avversarie più forti, fatta eccezione per il Paris Saint-Germain capitato nel girone del Manchester City. A febbraio, quando i verdetti si giocheranno sui 180’ dell’eliminazione diretta, potrebbe essere più definito anche il destino di alcuni giocatori. Ivan Perisic ha preferito dribblare le domande sul contratto in scadenza a giugno. "Non mi piace parlare di futuro, vedremo nelle prossime settimane", la risposta ad ogni tentativo di imbeccarlo sul tema. Ad oggi non esprimersi sulla questione gli ha portato bene: mai come quest’anno sta esprimendo un calcio di altissimo livello.