Arturo Vidal, 33 anni: fortemente voluto da Antonio Conte, era stato oggetto di grandi critiche per i primi mesi flop. Domenica il riscatto col gol dell’1-0 alla Juve
Arturo Vidal, 33 anni: fortemente voluto da Antonio Conte, era stato oggetto di grandi critiche per i primi mesi flop. Domenica il riscatto col gol dell’1-0 alla Juve
di Mattia Todisco Fa parte della dannazione di chi non riesce a godersi le gioie. Si tocca il punto più alto, si batte l’avversaria di sempre, quella più forte, contro cui Antonio Conte non aveva mai vinto in carriera da avversario. Eppure sull’Inter aleggia un alone di malinconici dubbi sul futuro: è radioso quello tecnico (otto undicesimi della squadra che ha battuto la Juventus è nata negli anni ‘90), è nebuloso quello societario. Mancano liquidi. Ne mancano parecchi. Secondo le stime che circolano ci sono 100 milioni di euro da sborsare tra stipendi arretrati, cartellini,...

di Mattia Todisco

Fa parte della dannazione di chi non riesce a godersi le gioie. Si tocca il punto più alto, si batte l’avversaria di sempre, quella più forte, contro cui Antonio Conte non aveva mai vinto in carriera da avversario. Eppure sull’Inter aleggia un alone di malinconici dubbi sul futuro: è radioso quello tecnico (otto undicesimi della squadra che ha battuto la Juventus è nata negli anni ‘90), è nebuloso quello societario. Mancano liquidi. Ne mancano parecchi.

Secondo le stime che circolano ci sono 100 milioni di euro da sborsare tra stipendi arretrati, cartellini, spettanze varie. Una somma che non riguarda il solo bilancio in essere ma tutto quel che la società deve, il che significa poter dividere parte della torta su vari esercizi. Un consistente ammontare è però relativo a ciò che va pagato ora. Gli stipendi di luglio-agosto 2019, ad esempio, che verranno saldati entro metà febbraio. Quelli del resto della stagione su cui presumibilmente se ne saprà di più una volta che saranno definitivi i nuovi paletti per aiutare i club in difficoltà a causa della pandemia.

Uno scenario che favorisce chi in queste società ha soldi da poter investire. Come Bc Partners, da tempo impegnata nella due diligence dell’Inter, un’operazione che richiederà ancora un po’ di tempo ma che sempre più probabilmente si chiuderà con un’offerta per la maggioranza delle quote. Uscirà di scena LionRock Capital, il fondo che detiene il 31% della società. Da capire se per mano di Suning (con un’eventuale permanenza da socio di minoranza) o del private equity londinese. La risposta, come detto, non dovrebbe arrivare così a stretto giro. Le contrattazioni si stanno confermando complesse, i cinesi vorrebbero uscirne con il danno minore possibile, pur consci di una situazione in cui sarà quasi impossibile rientrare degli oltre 600 milioni investiti in quattro anni e mezzo.

Proprio nel momento in cui la famiglia Zhang sembra vicina a lasciare, arrivano conferme su un grosso progetto di marketing. "L’Inter non cambierà nome – ha detto ieri all’Ansa il Ceo per la parte corporate, Alessandro Antonello – Il club sta lavorando da oltre un anno ad un progetto di marketing, basato sui valori storici dell’Inter, che ha l’obiettivo di avvicinare e coinvolgere i suoi milioni di tifosi e rafforzare ulteriormente il legame con la città di Milano". La ragione sociale resterà Football Club Internazionale Milano, a cambiare sarà il logo, disegnato per accompagnare la campagna "Inter Milano". Col nome vecchio o col nuovo, la squadra si appresta a vivere l’ultima giornata del girone di andata e tutto quello di ritorno da candidata allo scudetto, obiettivo innegabile dopo la netta affermazione di domenica. Le competizioni europee non sono in calendario, per Conte e i suoi. Un altro vantaggio importante nei mesi in cui le forze andranno distribuite solo per gli altri, Coppa Italia a parte. Un’Inter così deve puntare a vincere. Con Suning al comando o con chi verrà dopo.