Lautaro Martinez, 24 anni, non ha sfruttato un’ottima palla gol e ha faticato anche nella manovra
Lautaro Martinez, 24 anni, non ha sfruttato un’ottima palla gol e ha faticato anche nella manovra
di Mattia Todisco La vittoria in Champions è nuovamente rimandata. Lo Shakhtar Donetsk di De Zerbi strappa uno 0-0 all’Inter con pieno merito, giocando a tratti meglio e concludendo poco, a fronte di una formazione di Inzaghi che fa molta fatica a palleggiare e nonostante ciò costruisce le occasioni migliori, mancandole. "Abbiamo affrontato una squadra in salute, che sta bene e ha avuto tanto palleggio – dice Inzaghi a Sky alla fine della partita –. Noi abbiamo avuto il demerito di non sfruttare le circostanze, c’era un...

di Mattia Todisco

La vittoria in Champions è nuovamente rimandata. Lo Shakhtar Donetsk di De Zerbi strappa uno 0-0 all’Inter con pieno merito, giocando a tratti meglio e concludendo poco, a fronte di una formazione di Inzaghi che fa molta fatica a palleggiare e nonostante ciò costruisce le occasioni migliori, mancandole. "Abbiamo affrontato una squadra in salute, che sta bene e ha avuto tanto palleggio – dice Inzaghi a Sky alla fine della partita –. Noi abbiamo avuto il demerito di non sfruttare le circostanze, c’era un portiere in grande serata. Anche in una partita non brillantissima, con cinque occasioni potevamo vincere la gara. Una volta che non siamo riusciti a segnare è positivo non aver preso gol. Adesso avremo la partita di ritorno con loro, ma lo Shakhtar creerà problemi non solo a noi. Ci rivedremo nella gara di San Siro dopo le sfide contro lo Sheriff".

Rispetto alle due gare dello scorso anno lo Shakhtar è più votato ad offendere. In tanti restano dietro la linea della palla, ma quando c’è da ripartire gli arancioni ci provano. Salomon e Ismaily sono ben rodati a sinistra, mentre l’Inter non ha un’uscita di palla abbastanza pulita per evitare le transizioni. I tiri degli ucraini, scossi al minuto 11 da un grave infortunio a Traoré per un contrasto con Dumfries (entra Tete) arrivano soprattutto dalla distanza. Handanovic non si sporca i guantoni se non per conclusioni lente e centrali, demerito dei padroni di casa. Pur in serata opaca costruisce di più la squadra nerazzurra, in termini di occasioni, colpendo una traversa con Barella (ne aveva centrata un’altra nello stesso stadio un anno fa) e sciupando con Dzeko una chance clamorosa in area piccola.

"Lui e Lautaro hanno fatto una grande partita, si sono sacrificati per la squadra. Poi ho messo Correa e Sanchez che cominciano a star bene", spiega Inzaghi provando a giustificare un parco attaccanti rimasto a secco. L’errore di Dzeko fa il pari con lo spavento che ad inizio ripresa viene disinnescato da Skriniar quasi sulla linea di porta, fermando Pedrinho sul cross basso di Dodo. Lo Shakhtar ha sempre la palla e Inzaghi ne cambia due, Dzeko e Brozovic, con il croato che non la prende benissimo (entrano Calhanoglu e Correa).

Le sicurezze della squadra campione d’Italia sembrano sparite, l’Inter sbaglia tanto, è atleticamente in difficoltà. Arriva al tiro per un regalo di Pyatov che Martinez non scarta, poi si rannicchia ad aspettare spazi in profondità e spesso ricorre a lanci imprecisi che poco hanno a che fare con la filosofia del tecnico. Ciò nonostante serve un doppio grande intervento dell’estremo difensore ucraino per negare la rete a Correa e De Vrij nel finale.