Edin Dzeko, 35 anni, non ha fatto rimpiangere Lukaku: e l’Inter è sempre prima
Edin Dzeko, 35 anni, non ha fatto rimpiangere Lukaku: e l’Inter è sempre prima
Poco più di quattro mesi per passare dalla disperazione più assoluta, per la partenza dei big, alla gioia per un cammino finora ottimo. I tifosi dell’Inter possono gioire e non solo per il primo posto in classifica: la partenza, in estate, di Lukaku, Hakimi e Conte aveva gettato tutti nella disperazione, salvo poi rivedere le proprie valutazioni grazie all’ottimo lavoro di Inzaghi in panchina e, tra gli altri, Dzeko in campo. Primo posto in classifica al termine del girone d’andata con quattro punti di vantaggio sul Milan, sette vittorie...

Poco più di quattro mesi per passare dalla disperazione più assoluta, per la partenza dei big, alla gioia per un cammino finora ottimo. I tifosi dell’Inter possono gioire e non solo per il primo posto in classifica: la partenza, in estate, di Lukaku, Hakimi e Conte aveva gettato tutti nella disperazione, salvo poi rivedere le proprie valutazioni grazie all’ottimo lavoro di Inzaghi in panchina e, tra gli altri, Dzeko in campo. Primo posto in classifica al termine del girone d’andata con quattro punti di vantaggio sul Milan, sette vittorie consecutive e sei di queste con clean sheets.

D’altronde lo stesso Simone Inzaghi, dopo l’ultimo successo pre natalizio contro il Torino, non aveva usato mezze misure per fare precisazioni a riguardo: "Ci dicono che siamo una corazzata, ma a inizio stagione le opinioni erano diverse".

Cinque punti in più rispetto all’anno scorso, 49 gol realizzati finora e 104 sull’anno solare (solo il Milan nel 1950 e il Torino nel 1948 avevano superato questa quota). In questo quadro, se da una parte l’Inter ha perso la potenza di Lukaku, dall’altra ha guadagnato in intelligenza tattica con Dzeko, giocatore che anche quando non segna, come successo nelle ultime settimane, riesce comunque ad essere determinante.

Basta considerare la crescita di Lautaro Martinez e l’incisività sotto porta di Sanchez (quando ha giocato), con Correa altro ago della bilancia. Forse ci si poteva aspettare una partenza diversa (la rincorsa sulle capoliste Milan e Napoli e le 11 reti incassate nelle prime otto giornate), ma appena trovata la famosa quadratura del cerchio l’Inter ha preso il volo, grazie ad una difesa divenuta impenetrabile, un centrocampo duttile e un attacco mai domo.

In questo un ruolo importante è stato proprio quello di Edin Dzeko; finora, per l’ex centravanti della Roma, 24 presenze in stagione con 11 gol e cinque assist. Di reti contro le ‘grandi’ ne ha messi a segno solo due (contro Juventus e Roma), ma è chiaro che rimane un giocatore che sa fare la differenza e che non ha mai tradito le aspettative del tecnico. Intanto si avvicina la fase di calciomercato invernale. Dopo il rinnovo del contratto di Federico Dimarco fino al 2016, l’obiettivo è rinforzare ancora di più l’out mancino: la priorità è la ricerca di un vice Perisic. Tra i nomi sul taccuino c’è Kostic dell’Eintracht Francoforte, mentre Nandez del Cagliari è seguito come opportunità solo in caso di addio di uno tra Vecino e Vidal.

Intanto ufficiale la cessione di Gravillon al Reims: in prestito dall’estate scorsa, il 23enne difensore francese nato in Guadalupa resta nel club francese che ha esercitato l’opzione per l’acquisto subordinata a 17 partite da titolare. Nella casse dell’Inter sei milioni di euro.