20 mar 2022

Inter, pari e fischi: così le prime scappano

San Siro non perdona ai nerazzurri la mancata reazione dopo Torino: Dumfries replica a Torreira, ma non basta. Squadra poco lucida

ilaria checchi
Sport
Nicolò Barella, 25 anni, sembra chiedersi cosa sta succedendo all’Inter: che fatica sempre di più a segnare e vincere
Nicolò Barella, 25 anni, sembra chiedersi cosa sta succedendo all’Inter: che fatica sempre di più a segnare e vincere
Nicolò Barella, 25 anni, sembra chiedersi cosa sta succedendo all’Inter: che fatica sempre di più a segnare e vincere

di Ilaria Checchi

I fischi di San Siro rivolti all’Inter dopo i quattro minuti di recupero concessi da Chiffi rendono al meglio la delusione e dell’ambiente nerazzurro dopo il secondo 1-1 consecutivo collezionato in rimonta.

Gli uomini di Inzaghi dovevano riscattare l’opaca prestazione di Torino ma il risultato messo in campo racconta tutt’altra storia. Tanti errori a centrocampo, scarsa precisione sotto porta, poca lucidità: questi i fattori che hanno prodotto l’X finale, dove il colpo di testa di Dumfries, a deviare l’assist di Perisic, ha riportato la bilancia in equilibrio dopo l’iniziale svantaggio firmato Torreira.

E’ successo tutto nel giro di cinque minuti nella ripresa, dopo un primo tempo decisamente meglio gestito dalla Viola: "La nostra prima frazione di gioco è stata insufficiente, la squadra doveva fare di più, questo risultato non mi soddisfa.

E’ un momento no e i sette punti in altrettante gare lo dimostrano" le parole di Simone Inzaghi a fine partita, per la prima volta meno "protettore" nei confronti dei suoi giocatori.

Le colpe finali vanno comunque condivise tra tecnico e squadra: l’assenza di Brozovic non è più una giustificazione bastante per un’Inter incapace di approcciare gli impegni nel modo giusto, come quello di ieri contro una Fiorentina gagliarda che ha anche sfiorato il colpo gobbo allo scadere, quando Ikoné si è fatto ipnotizzare da Handanovic dopo un contropiede micidiale. Tra le fila nerazzurre c’è poco da segnalare: il tecnico si è affidato a D’Ambrosio per sostituire De Vrij e istituendo Calhanoglu in cabina di regia ma la prova del turco non ha rispettato le attese.

Venuti e Saponara sono stati i più pericolosi nei primi 45’ dove invece Lautaro Martinez e Dzeko non hanno trovato spazi, ben chiusi da Igor e Milenkovic.

Lo squillo interista, con il gol del Toro annullato per fuorigioco, non ha avuto seguito negli sparuti tentativi di Vidal.

Dopo i cinque minuti in cui viene deciso il match, la partita non ha avuto scossoni, se non il rigore non concesso (dopo check al Var) da Chiffi per un contatto tra Venuti e Lautaro: Inzaghi ha deciso di cambiare il duo d’attacco puntando su Sanchez e Correa, ma il primo si è divorato il possibile 2-1, mentre l’argentino è rimasto nell’ombra. Nemmeno il jolly Caicedo, rimembrando i tempi laziali, ha cambiato le sorti del match.

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