di Mattia Todisco Gli ottavi restano, ma si partirà dal secondo posto nel girone. All’Inter non riesce l’impresa di espugnare il Bernabeu. Vince 2-0 il Real Madrid, con un gol di Kroos nel primo tempo e uno di Asensio, bellissimo, nella ripresa. È il secondo successo su due per le merengues negli scontri diretti, il quarto consecutivo in due edizioni di Champions League. Determinante la maggiore predisposizione europea della squadra di Ancelotti, piena di veterani abituati a certe serate. I nerazzurri, che non sfigurano, peccano di concretezza quando...

di Mattia Todisco

Gli ottavi restano, ma si partirà dal secondo posto nel girone. All’Inter non riesce l’impresa di espugnare il Bernabeu. Vince 2-0 il Real Madrid, con un gol di Kroos nel primo tempo e uno di Asensio, bellissimo, nella ripresa. È il secondo successo su due per le merengues negli scontri diretti, il quarto consecutivo in due edizioni di Champions League. Determinante la maggiore predisposizione europea della squadra di Ancelotti, piena di veterani abituati a certe serate. I nerazzurri, che non sfigurano, peccano di concretezza quando riescono ad arrivare al tiro, complice anche una serata complicata del duo formato da Martinez e Dzeko. Qualche buona indicazione per Inzaghi c’è. L’Inter non ha timore, scende in campo per fare la sua partita. Sa di rischiare quando lascia campo a Vinicius, più veloce di D’Ambrosio e Skriniar e che piazza due accelerazioni già nei primi 5’. Eppure gioca, tiene il possesso palla, va al tiro presto con Brozovic dalla distanza (palla alta). Manca la concretezza, quella che invece possiede il Real, la cui statura europea viene fuori soprattutto negli ultimi sedici metri. Mentre Dzeko e Martinez ne imbeccano poche, sbagliando anche le cose più semplici, a campi invertiti basta un nulla per andare a segno. Kroos aspetta la palla giusta, grazie a un velo di un compagno ha tutto il tempo per stoppare e mirare l’angolino all’angolino a sinistra di Handanovic: 1-0, alla prima vera occasione. Per contro la squadra di Inzaghi si danna a tenere il pallone e creare situazioni pericolose che non sfrutta mai. Anzi: Jovic sfiora il raddoppio con un pallonetto sull’esterno della rete e Rodrygo colpisce in pieno il montante a portiere battuto. Il finale di primo tempo è tutto di marca merengues e il duplice fischio che porta all’intervallo è una buona notizia per gli ospiti. Il passaggio agli ottavi è già garantito e allora Inzaghi gioca una carta a sorpresa dopo l’intervallo: Dimarco per Dumfries, con D’Ambrosio che diventa il quinto di destra a centrocampo. Passato esterno, il 33 nerazzurro ruba un pallone che consente a Barella di colpire in contropiede, ma l’azzurro non è nel momento migliore dell’anno e il suo tiro alto, davanti a Courtois, ne è la dimostrazione. Il pensiero sembra già a Inter-Cagliari di domenica: esce persino Brozovic, solitamente mai sostituito, segno che serve rifiatare. Gli animi si scaldano, Barella e Militao vengono a contatto e l’interista reagisce come non dovrebbe provando a dare un pugno su una gamba all’avversario: cartellino rosso, salterà l’andata degli ottavi. Il tentativo di scalata dei nerazzurri finisce qui, perché la convinzione crolla e due gol con un uomo in meno sembrano un’impresa troppo ardua da compiere. La scena è del Real, ancor di più dopo lo splendido sinistro a giro di Asensio che chiude i conti.