Antonio Conte, 51 anni, siederà domani sulla panchina dell’Inter in Coppa Italia. Poi rischia una lunga squalifica in campionato per lo scontro con l’arbitro Maresca
Antonio Conte, 51 anni, siederà domani sulla panchina dell’Inter in Coppa Italia. Poi rischia una lunga squalifica in campionato per lo scontro con l’arbitro Maresca
di Mattia Todisco Con il girone d’andata in archivio qualche bilancio si può cominciare a farlo. Al secondo posto, due punti indietro rispetto alla prima, l’analisi per l’Inter non può essere di sole ombre, sebbene davanti ci sia un avversario che non partiva per avere quella posizione di classifica (il Milan). Sulla prima parte di campionato pesano molto le occasioni mancate. Guardando le prestazioni, solo con il Napoli in casa la squadra di Conte ha dato l’impressione di aver guadagnato un paio di punti in più di quel che la sfida ha detto. Molte di più sono state le gare (Lazio,...

di Mattia Todisco

Con il girone d’andata in archivio qualche bilancio si può cominciare a farlo. Al secondo posto, due punti indietro rispetto alla prima, l’analisi per l’Inter non può essere di sole ombre, sebbene davanti ci sia un avversario che non partiva per avere quella posizione di classifica (il Milan). Sulla prima parte di campionato pesano molto le occasioni mancate. Guardando le prestazioni, solo con il Napoli in casa la squadra di Conte ha dato l’impressione di aver guadagnato un paio di punti in più di quel che la sfida ha detto. Molte di più sono state le gare (Lazio, Milan, Atalanta, Parma, Sampdoria, Roma, Udinese) in cui a pesare in misura anche maggiore di qualche difetto in fase difensiva sono stati i palloni non insaccati in situazioni molto favorevoli.

Persino contro la Juventus, in un trionfale 2-0, l’Inter ha concretizzato una percentuale di palle gol molto bassa. Quella contro i bianconeri, per quanto significativa, resta l’unica vittoria in campionato nelle ultime quattro gare (sconfitta con la Sampdoria e pareggi contro Roma e Udinese). Il famoso gennaio freddo dell’Inter, un periodo della stagione in cui statisticamente la squadra fatica a infilare successi, sembra materializzarsi una volta di più.

I quarti di Coppa Italia in gara unica contro il Milan possono essere il toccasana che fa dimenticare qualche punto perso per strada oppure il campanello d’allarme che suona più forte. La formazione, confermata in toto tra Juventus e Udinese, subirà sostanziali modifiche per non appesantire i muscoli degli uomini in rosa. Il tecnico ha fatto intendere che il campionato è prioritario, non lo ha nascosto nemmeno a microfoni accesi. Per questo domani giocherà con Ranocchia o Kolarov (se non entrambi), con Eriksen in regia e almeno uno tra Gagliardini e Sensi al suo fianco, probabilmente con i due esterni Darmian e Perisic, nonché con Sanchez per uno tra Martinez e Lukaku.

Sabato sera tornerà invece l’impegno di Serie A, protagonista il Benevento al Meazza. Con o senza Conte, a seconda di quel che Maresca ha riportato nel suo referto su quanto accaduto negli spogliatoi della Dacia Arena, dove è proseguito l’acceso confronto che ha portato all’espulsione dell’allenatore nel tempo di recupero della partita con i friulani. "Sei sempre tu, al Var", è quel che si è sentito dalla bocca di Conte grazie alle telecamere poste nell’impianto e al silenzio figlio del vuoto imposto dalla pandemia. Al danno delle decisioni contestate (un mancato rosso ad Arslan e Samir, i soli 4’ di recupero) potrebbe aggiungersi oggi la beffa di un lungo stop per imposizione del giudice sportivo. Può essere incoraggiante per Conte ricordarsi di quando alla Juventus, a causa della sentenza sul calcioscommesse, saltò le prime dieci partite della stagione 20122013. La squadra infilò sette vittorie e tre pareggi, restando imbattuta prima del ritorno in panchina del legittimo "proprietario". E alla fine, vinse il campionato.