20 apr 2022

Inter marcia trionfale verso la finalissima

Doppio Lautaro, poi Gosens chiude il derby col Milan. Annullato col Var il 2-1 di Bennacer, Pioli duro: "Handanovic neanche protesta"

L’esultanza di Lautaro Martinez, 24 anni, con Ivan Perisic e Nicolò Barella: il ‘Toro’ è stato il grande protagonista con una doppietta
L’esultanza di Lautaro Martinez, 24 anni, con Ivan Perisic e Nicolò Barella: il ‘Toro’ è stato il grande protagonista con una doppietta
L’esultanza di Lautaro Martinez, 24 anni, con Ivan Perisic e Nicolò Barella: il ‘Toro’ è stato il grande protagonista con una doppietta

di Giulio Mola

La tiepida notte meneghina dei primi inappellabili verdetti sorride alla spietata Inter di Simone Inzaghi che nella quarta stracittadina stagionale abbatte il Milan (3-0) e stacca il pass per la finale della Coppa Italia dove proverà a conquistare un trofeo che manca da 11 anni.

I rossoneri, fragili in difesa e poco fortunati davanti, si inginocchiano nella bolgia di San Siro (74.508 tifosi presenti, primo sold out post pandemia con oltre 4 milioni d’incasso, record per la manifestazione) davanti ad un super Lautaro nell’infinito derby della Madonnina. Dal prossimo weekend il duello riprenderà in campionato nell’appassionante testa a testa per lo scudetto, con l’Inter galvanizzata nella rincorsa al primo posto e Milan che rischia di accusare il colpo. Non si sa quanto i rossoneri siano distratti dalle voci riguardanti la probabile cessione al fondo del Bahrein Investcorp (Maldini nel prepartita ha dribblato l’argomento: “Come ha accolto lo spogliatoio questa notizia? Con curiosità ma abbiamo troppe cose a cui pensare...”), certamente Pioli dovrà lavorare molto sul morale dei giocatori per riprendersi dopo la batosta di ieri. Compito opposto avrà Inzaghi: evitare eccessi di euforia.

Il tecnico ieri sera ha tenuto inizialmente a riposo Dzeko (Correa-Lautaro l’inedita coppia d’attacco) mentre sul fronte rossonero Pioli lanciava sin dal primo minuto Saelemakers mettendo Kessie alle calcagna di Brozovic. Dopo appena tre giri di lancette i nerazzurri spaccavano il match con Martinez: strepitoso destro al volo su cross di Darmian (dimenticato da Hernandez). E’ il bello del calcio: un talento come il Toro abbozza nei momenti difficili, lavora, tace. E risponde con i fatti. Bravo Lautaro ma brava l’Inter, con un atteggiamento subito convincente, C’è voluto un quarto d’ora prima di vedere il Milan uscire fuori dal guscio con Kessie che si inseriva e concludeva sull’esterno. Col passare dei minuti, i rossoneri si riorganizzavano passando dagli inutili lanci lunghi per Leao al pressing e a interessanti fraseggi. Almeno quattro le occasioni per il pari: prima Handanovic respingeva i tiri di Leao e Saelemaekers, poi il piattone di Tonali colpiva clamorosamente Giroud, infine Kessie non riusciva a spingere il pallone in porta da pochi metri. Milan sbilanciatissimo e proprio nel suo momento migliore veniva colpito in maniera letale da Martinez (40’) bravo a scavalcare Maignan con un tocco morbido su assist di Correa.

Ripresa con Diaz e Messias al posto di Tonali e Saelemaekers ma era ancora Martinez ad impegnare l’attento Maignan. Poi la bordata di Bennacer (20’) che avrebbe potuto riaprire il match: Mariani annullava l’eurogol con l’aiuto del Var per fuorigioco di posizione di Kalulu. Pioli non l’ha presa affatto bene: "Basta guardare Handanovic – ha detto –: non accenna neanche a protestare, se gli avesse oscurato la visuale sarebbe stato furioso". Poi l’Inter che chiudeva i conti (37’) con Gosens ben servito dll’onnipresente Brozovic. Punizione sin troppo severa per il Milan, mentre in tribuna Zhang esultava con la dirigenza interista. La notte è solo nerazzurra.

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