di Mattia Todisco Sarà la terza festa in poche settimane. Con un trofeo da alzare, stavolta, come sempre accade all’ultima giornata a chi ha vinto il campionato. L’Inter affronterà l’Udinese oggi alle 15 pensando soprattutto a godersi le celebrazioni e a un futuro prossimo che tutti, ad Appiano, si augurano...

di Mattia Todisco

Sarà la terza festa in poche settimane. Con un trofeo da alzare, stavolta, come sempre accade all’ultima giornata a chi ha vinto il campionato. L’Inter affronterà l’Udinese oggi alle 15 pensando soprattutto a godersi le celebrazioni e a un futuro prossimo che tutti, ad Appiano, si augurano possa essere continuazione dei mesi appena trascorsi. Tecnicamente parlando, ovviamente, perché sul fronte societario è stato tutto un’altalena e il finanziamento sancito dall’accordo tra Suning e Oaktree di venerdì dovrebbe essere il punto finale di un lungo percorso non senza ostacoli. Il nuovo flusso darà respiro alla gestione corrente per la stagione in corso e la prossima, ma entro tre anni bisognerà rifondere i 275 milioni di euro. Servono cessioni, tagli agli ingaggi. Una spending review che probabilmente riguarderà tutto il calcio italiano. Nel caso dell’Inter dovrà essere però digerita da Antonio Conte e dai dirigenti, in caso contrario sarà difficile puntare subito alla seconda stella. Perché bisognerebbe ripartire da capo, con un progetto nuovo. Il tecnico non sembra intenzionato a chiedere top player, non è questo il momento. Vuole però chiarezza, un’annata più semplice da gestire. Non è disposto a passare attraverso quel tunnel di voci e incertezze appena superato. Quanto all’oggi, vuole godersi l’ultima festa. Con il trofeo in mano, consegnato da Paolo Dal Pino, presidente di Lega. Poi con gli ultras, affacciato da una delle torri che danno su piazzale Angelo Moratti, dove ci saranno circa 4.500 sostenitori, quelli permessi dalla Prefettura.