di Mattia Todisco In forma minore, ma l’assembramento c’è stato. Una festa a tutti gli effetti, scene simili a quelle già viste domenica scorsa dopo il triplice fischio di Sassuolo-Atalanta. Stavolta per i tifosi dell’Inter c’era l’opportunità di celebrare assieme agli artefici di questa gioia, giocatori e staff tecnico in parata all’interno del pullman diretto al Meazza per la sfida con la Sampdoria. I numeri ufficiali dicono che i tifosi appena fuori dallo stadio erano circa 4.500. Per la questura 3.500 di questi erano nell’area transennata apposta per dare la possibilità ai sostenitori nerazzurri di salutare il pullman...

di Mattia Todisco

In forma minore, ma l’assembramento c’è stato. Una festa a tutti gli effetti, scene simili a quelle già viste domenica scorsa dopo il triplice fischio di Sassuolo-Atalanta. Stavolta per i tifosi dell’Inter c’era l’opportunità di celebrare assieme agli artefici di questa gioia, giocatori e staff tecnico in parata all’interno del pullman diretto al Meazza per la sfida con la Sampdoria. I numeri ufficiali dicono che i tifosi appena fuori dallo stadio erano circa 4.500. Per la questura 3.500 di questi erano nell’area transennata apposta per dare la possibilità ai sostenitori nerazzurri di salutare il pullman e un altro migliaio di persone sono rimaste poco fuori. Gli ultras sono arrivati presto. Oltre tre ore prima della partita c’erano già bandiere e striscioni che volavano al vento davanti al Baretto, ritrovo abituale del direttivo della Curva Nord. Quando poi il mezzo ufficiale griffato Inter si è avvicinato, il controllo della situazione si è fatto molto più complicato, perché tutti ambivano a una posizione privilegiata per assistere alla scena. Il pullman è passato piano, "scortato" dal fumo nerazzurro e dagli stendardi, uno enorme calato dall’alto di un Bed & Breakfast prenotato da giorni per l’occasione. I presenti, quasi una prima prova di pubblico sebbene al di fuori dell’impianto, hanno poi abbandonato la zona intonando cori che erano facilmente udibili anche da chi era dentro San Siro al momento del riscaldamento. La stessa partita è stata accompagnata dal suono distante dei clacson. Il traffico congestionato non ha permesso a una parte dei tifosi di arrivare in tempo a casa e più di qualcuno ha presumibilmente visto la partita sui dispositivi mobili nella propria vettura.

È stata festa anche dentro il terreno di gioco. I nerazzurri sono stati salutati dagli avversari della Sampdoria all’ingresso, disposti in due ali per applaudire i neo-campioni d’Italia. Il 5-1 finale ha dato ancora più gioia ai calciatori di casa, che al triplice fischio si sono riuniti in cerchio al centro del campo chiamando tutti i componenti dello staff tecnico. "I campioni dell’Italia siamo noi", il coro più gettonato, ma non sono mancati gli sfottò ai rivali cittadini del Milan, prima di un tuffo tutti assieme sotto la Curva Nord, dove in altri tempi ci sarebbero stati i tifosi più accesi e oggi ci sono tre enormi teloni con il nuovo stemma societario.

Prima di immergersi nuovamente nell’abbraccio dei suoi giocatori, Conte ha "festeggiato" a microfoni accesi nel post-partita. "La mia soddisfazione è immensa. C’è tanta voglia di festeggiare da parte nostra e dei tifosi. Penso abbiano aspettato troppo, siamo contenti di regalare questa gioia a loro. Il futuro? Da qui alla fine voglio godermi il presente. Poi, come si dice, Dio vede e provvede. Godiamoci questi momenti perché sappiamo quanto abbiamo lavorato e sofferto per arrivarci".

"Il sentimento mio personale è quello di tutti gli interista, sia dirigenti che tifosi. È un sentimento che ci ripaga degli sforzi e del lavoro fatto, è un momento straordinario", ha detto invece a Sky Beppe Marotta, amministratore delegato per la parte sportiva, prima del fischio d’inizio.