di Mattia Todisco Come il chiodo schiaccia chiodo, una vittoria per dimenticare una sconfitta. Da Cagliari, alle 12.30, parte la rincorsa dell’Inter verso una nuova serenità, perduta nel mercoledì di Champions per uno 0-0 contro lo Shakhtar che ha chiuso la stagione europea dei nerazzurri. In largo anticipo sulle attese. La terza eliminazione consecutiva al medesimo punto non ha stavolta nemmeno la consolazione del purgatorio...

di Mattia Todisco

Come il chiodo schiaccia chiodo, una vittoria per dimenticare una sconfitta. Da Cagliari, alle 12.30, parte la rincorsa dell’Inter verso una nuova serenità, perduta nel mercoledì di Champions per uno 0-0 contro lo Shakhtar che ha chiuso la stagione europea dei nerazzurri. In largo anticipo sulle attese. La terza eliminazione consecutiva al medesimo punto non ha stavolta nemmeno la consolazione del purgatorio in Europa League. È un passo indietro, netto, per cancellare il quale ne serviranno parecchi avanti al fine di conquistarsi un posto al sole almeno in Italia.

Conte rifiuta la pressione dell’obbligato alla vittoria in campionato. Parla di percorso, forse il termine più usato dal tecnico in un anno e mezzo a Milano. Chiede calma e fiducia, pur riconoscendo che di pazienza ce n’è stata abbastanza da parte di una piazza che non vede un trofeo alzato al cielo da nove anni. Lo spalleggia la società, con le parole di Steven Zhang, ma è chiaro che lo scudo della fiducia a oltranza non avrà resistenza imperitura. A fine stagione si tireranno le somme, anche quelle di un bilancio sul quale non graveranno più i 4,5 milioni tutt’ora da riconoscere a Spalletti. Conte ne percepisce ulteriori 12, sono 9,5 in più del secondo più pagato in A (Fonseca). È lecito attendersi di più, da lui come da chi in campo deve fare la differenza e contro lo Shakhtar non è riuscito a farla. Non c’era Vidal, pretoriano del tecnico, ancora infortunato. "L’ha chiesto a tutti i costi e ora ti sta dando poco in un ruolo che non è suo – ha detto Antonio Cassano in diretta Instagram con Christian Vieri – Ha fatto riscattare Sanchez e lo usa non molto. Ha fatto tante cose buone Conte, ma anche molti errori. Non mi piace chi si crea troppi alibi". Parole che sui social stanno trovando eco in chi non riesce più a vedere nell’allenatore l’uomo giusto per vincere. A Cagliari si vedrà un primo assaggio della capacità di reazione della squadra e del timoniere. Forse con Eriksen in campo, visto che Barella è acciaccato. Ad oggi il danese sembra con un piede fuori dall’Inter, anche se va trovato chi possa versare un lauto riconoscimento per il cartellino.