di Mattia Todisco Milano Steven Zhang ha scelto il fine settimana giusto per tornare in Italia. Era il primo disponibile per vincere il campionato, anche se serviva un mezzo passo falso dell’Atalanta, puntualmente arrivato dopo il successo dell’Inter a Crotone. Suning diventa così la prima proprietà straniera a conquistare lo scudetto italiano. "Grazie a tutti", si è limitato a scrivere in un primo momento sui social il presidente nerazzurro. Sobriamente, restando ai margini della festa, dopo aver seguito insieme ai dirigenti la partita del Mapei Stadium che ha sancito il trionfo finale. Poi in serata il presidente è intervenuto nuovamente: "Ai tifosi di tutto il mondo, a Milano e in Italia, questo Scudetto è per voi, è dedicato a...

di Mattia Todisco

Milano

Steven Zhang ha scelto il fine settimana giusto per tornare in Italia. Era il primo disponibile per vincere il campionato, anche se serviva un mezzo passo falso dell’Atalanta, puntualmente arrivato dopo il successo dell’Inter a Crotone. Suning diventa così la prima proprietà straniera a conquistare lo scudetto italiano. "Grazie a tutti", si è limitato a scrivere in un primo momento sui social il presidente nerazzurro. Sobriamente, restando ai margini della festa, dopo aver seguito insieme ai dirigenti la partita del Mapei Stadium che ha sancito il trionfo finale. Poi in serata il presidente è intervenuto nuovamente: "Ai tifosi di tutto il mondo, a Milano e in Italia, questo Scudetto è per voi, è dedicato a voi e speriamo vi porti gioia e speranza. Speriamo che questo dimostri il valore del duro lavoro" ha aggiunto poi Zhang, con un ringraziamento particolare a Massimo Moratti per averlo "sostenuto e guidato in questi anni".

Meno nascoste le celebrazioni del popolo interista, nonostante le norme anti-Covid. Tantissimi i tifosi (30 mila secondo la Questura) che hanno affollato piazza Duomo e anche le altre strade quando ancora la partita di Reggio Emilia doveva terminare. Con il passare dei minuti nel centro della città si è creato un gruppo sempre più numeroso di sostenitori della Beneamata, con sciarpe, magliette, bandiere tricolori. Il corteo di auto e motorini ha invaso tutta la zona circostante per ore, prendendo non solo la zona pedonale ma anche tutta piazza Cairoli e la strada attorno al Castello Sforzesco. Non sono mancati fumogeni e petardi. La voglia di festeggiare ha fatto andare oltre più di qualcuno. È intervenuta la Polizia con gli agenti in tenuta antisommossa e le camionette proprio in Piazza Cairoli dove, dopo il coprifuoco scattato alle 22, c’erano ancora centinaia di tifosi per festeggiare lo scudetto dell’Inter. Un gruppo di persone ha attaccato la polizia con un fitto lancio di bottiglie. Gli agenti hanno risposto con una breve carica di alleggerimento che non ha provocato feriti.

Il tema assembramenti ha ovviamete fatto scatenare la polemica già dal pomeriggio: "Perchè ai tifosi interisti è concesso tutto e a noi nulla" l’accusa dei commercianti, che ha trovato spazio particolarmente sui sociel ed era diretta al sindaco sala, ieri in silenzio ma noto tifoso nerazzurro. Polemiche che comunque non hanno rovinato la festa del club.

Dalla terrazza della sede si è affacciato anche Javier Zanetti, accompagnato dalla moglie Paula, per i festeggiamenti di rito in diretta Instagram sul canale interista. Persino Lukaku ha deciso di lasciarsi andare ai festeggiamenti, sul web è diventato virale un video che vede il belga in macchina per le strade della città. Altri giocatori hanno invece festeggiato insieme a moglie e compagne, come D’Ambrosio o Barella, in attesa di potersi ritrovare nuovamente quando ci sarà la ripresa (Conte ha dato tre giorni di riposo al gruppo). Per molti di questi giocatori è stato il primo successo di grande rilievo, il coronamento di una carriera. Come detto, è stato anche il primo trionfo italiano di una proprietà straniera. "Mi auguro che Steven Zhang resti – è l’augurio espresso da Massimo Moratti dopo l’aritmetica certezza del tricolore – Mi ha scritto che vuole incontrarmi nei prossimi giorni e lo farò molto volentieri. A me piace moltissimo, come mi piace suo padre. Spero che il club resti in mano alla famiglia a lungo". Un endorsement in piena regola, da parte di un personaggio che nel mondo Inter ha ancora una parola "pesante", pur non avendo da tempo quote della società. Gli ultimi allori li aveva conquistati proprio lui, prima di passare la mano a Thohir (passato da Milano senza alzare alcun trofeo).