Simone Inzaghi
Simone Inzaghi
di Mattia Todisco L’ultima fatica prima della sosta. Che non sarà di riposo, per la maggior parte dei giocatori dell’Inter, impegnati in Nations League e qualificazioni a Qatar 2022. Un tour de force. Andrà avanti ancora per un po’, nel mezzo i nerazzurri trovano stasera alle 20.45 al Mapei Stadium una vecchia bestia nera in parte neutralizzata durante l’era Conte, il Sassuolo. Tre vittorie su quattro gare in due stagioni, un pareggio per 3-3 al Meazza sanguinoso per le speranze scudetto...

di Mattia Todisco

L’ultima fatica prima della sosta. Che non sarà di riposo, per la maggior parte dei giocatori dell’Inter, impegnati in Nations League e qualificazioni a Qatar 2022. Un tour de force. Andrà avanti ancora per un po’, nel mezzo i nerazzurri trovano stasera alle 20.45 al Mapei Stadium una vecchia bestia nera in parte neutralizzata durante l’era Conte, il Sassuolo. Tre vittorie su quattro gare in due stagioni, un pareggio per 3-3 al Meazza sanguinoso per le speranze scudetto nella rincorsa alla Juventus di Sarri. L’anno scorso però un due su due nerazzurro con un’affermazione a Reggio Emilia importante perché, dopo settimane di tentativi per dare un gioco più europeo, Conte decise di fare marcia indietro arretrando il baricentro della squadra e lasciando che il duo Martinez-Sanchez facesse sfracelli negli spazi aperti. Era il 28 novembre 2020, stavolta si giocherà il 2 ottobre.

Sarà un’Inter meno rodata e ancora intenzionata, per volontà del nuovo tecnico Inzaghi, a mettere in atto una svolta offensiva. Un gruppo che cercherà di non perdere ulteriori punti dopo i quattro lasciati per strada tra Sampdoria e Atalanta. L’Inter viene da due pareggi consecutivi, quello con la Dea e lo 0-0 di Kiev con lo Shakhtar. Una prova scialba, tecnicamente la peggiore della prima parte di annata, con qualche ottima occasione gettata al vento. In campionato, però, i nerazzurri hanno mostrato certezze diverse. Creano sempre tanto e sprecano un po’ meno, se c’è da centrare il bersaglio lo fanno, senza soffrire particolarmente l’assenza di Lukaku.

In Europa il duo Dzeko-Martinez ha mostrato un po’ di stanchezza, ma è probabile che si riparta ancora da loro, perché Sanchez non ha 90’ nelle gambe e Correa soffre ancora per la botta al bacino rimediata contro il Bologna. "La differenza tra campionato e Champions sta solo negli episodi, ma la squadra mi piace per come gioca", dice Inzaghi alla vigilia. I cambi riguarderanno probabilmente il settore esterni (Darmian e Perisic per Dumfries e Dimarco), il centrocampo con Calhanoglu per Vecino. Non la difesa. Se c’è una buona notizia da prendere dopo la trasferta a Kiev è che, pur giocando maluccio, la porta è rimasta inviolata. "Handanovic? Un ottimo portiere che farà ancora le fortune dell’Inter per molti anni", dice ancora Inzaghi. Eppure dal mercato dovrebbe arrivare Onana la prossima estate. Un’occasione a zero che il duo Marotta-Ausilio spera di poter cogliere, salvo dinieghi provenienti dalla proprietà.