di Mattia Todisco Alla festa scudetto dell’Inter mancano sedici punti. Cinque vittorie e un pareggio nelle prossime nove partite, dopo averne infilate dieci con soli successi nel girone di ritorno. Una striscia aperta che ha mandato a -11 il Milan e -12 la Juventus. Anche il Sassuolo, che a San Siro contro i nerazzurri non perdeva dal 2014, alza bandiera bianca dopo aver brillato per possesso palla cercando fino all’ultimo il gol per modificare il 2-1 finale. La differenza con il passato è che certe gare in bilico...

di Mattia Todisco

Alla festa scudetto dell’Inter mancano sedici punti. Cinque vittorie e un pareggio nelle prossime nove partite, dopo averne infilate dieci con soli successi nel girone di ritorno. Una striscia aperta che ha mandato a -11 il Milan e -12 la Juventus. Anche il Sassuolo, che a San Siro contro i nerazzurri non perdeva dal 2014, alza bandiera bianca dopo aver brillato per possesso palla cercando fino all’ultimo il gol per modificare il 2-1 finale. La differenza con il passato è che certe gare in bilico ora l’Inter le vince, sempre e con ogni mezzo. "C’era da fare uno step a livello di cattiveria e determinazione per essere protagonisti in questa stagione e diventare una pretendente per lo scudetto – dice Conte a fine partita - . Ci mancano nove partite e valgono tutte tantissimo perché ogni vittoria è un mattone pesante, fa capire a chi insegue che facciamo sul serio fino alla fine. Questa società non vince da dieci anni. Sarebbe bello se fossimo noi a spodestare un regno, chi lo sta facendo da allora". Ovvero la Juventus, il cui dominio in campionato è cominciato proprio con Conte alla guida e a causa sua rischia sempre di più di terminare. Il traguardo è vicino e il tecnico si toglie qualche sassolino dalle scarpe anche parlando delle scelte di mercato da lui spinte e avallate, decisioni che stanno facendo la differenza. "Quando è arrivato Lukaku qualcuno parlava di un giocatore sopravvalutato, io fin da subito ho detto che lavorando sulle sue potenzialità sarebbe potuto diventare straordinario. Credo abbia fatto miglioramenti eccezionali, così anche Martinez. Siamo messi bene con gli attaccanti", aggiunge. Alla fine la risolvono sempre loro, il belga e l’argentino, in una gara nella quale si vede per larghi tratti la squadra vista di recente. Poco possesso, tanto contropiede, fulmineo quando in otto toccano la palla prima che la corsa termini alle spalle di Consigli in occasione dell’1-0 al 10’. In condizioni rimaneggiate, la squadra di De Zerbi gioca ma tira poco e la pericolosità si riduce per un tempo a una sortita di Boga stoppata in extremis da Skriniar. Per contro all’Inter basta poco. Una palla in verticale di Barella per Lukaku, l’intelligenza del belga nel frenare e lanciare Martinez in diagonale, prima che ci pensi l’argentino. Il Sassuolo protesta per una trattenuta in area su Raspadori proprio nell’azione del bis subito, riduce le distanze con Traoré e spinge fino alla fine senza ulteriori sussulti. "Abbiamo avuto più occasioni dell’Inter – recrimina De Zerbi -. Il rigore su Raspadori? Per me c’è. Onestamente a me Irrati non piace come arbitro". Stoccata finale.